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#TableSetting Pasqua 2017

marzo 27, 2017

Buongiorno!!! Oggi parleremo della tavola pasquale!! eeeeeh ma che bell’argomento.. emh si capisce che mi mette tanta allegria vero?? .. pensate, inizialmente, mentre stavo iniziando a scrivere questo post avevo un bel mal di gola.. ma, cercando idee e immagini su internet, nelle mie riviste, o su altri blog, pian piano la mente ha iniziato a gioire tra colori, fiori, coniglietti, carotine, api, farfalle, uova.. cioccolata!!! E quindi, invece di rimandare la redazione dell’ nuovo articolo, ho deciso di scriverlo al momento, di getto!

Questo post è in sostanza il trait d’ union dei quattro passati intitolati “I protagonisti della tavola: ..”; sì perché vado a riunire tutti i consigli e le dritte che vi avevo dato. Quindi.. per esempio, se ci troviamo davanti a un’evento come la Pasqua.. che cosa dovremmo scegliere e cosa dovremmo evitare? Sicuramente avrete le idee molto chiare – se avete studiato 😉 -, ma diciamo che un ripassino generale non fa mai male! 😉 Dunque le stoviglie di plastica sono OUT – giusto?? -, come lo sono i fiori artificiali, le sedie di plastica, i colori scuri, le stoffe damascate e pesanti, e la tovaglia da esterni plastificata! Sono invece ben accetti i colori pastello, le fantasie più tenui e delicate, come i pois, i fiori, i quadratini, i monocromo; sono IN i fiori freschi recisi, i rametti secchi, i fiori di pesco, o di pero, o di melo, gli animaletti in ceramica, in legno, in cartone, in resina, le uova vere e quelle artificiali, i bulbi, le farfalle di piume, le piantine mignon, i frutti sulla tavola, i runner a pratino con erbetta vera, i secchielli con il lichene stabilizzato, le tovaglie di lino, o di cotone, le sedie – anche spaiate – di legno, o rafia o ferro battuto, o antiche e rivestite di stoffa… Insomma, tutto deve risultare naturale, vero, genuino, fresco, allegro e primaverile! E i nostri occhi, come vi avevo già detto, guardando la nostra tavola, dovranno trovare armonia, e devranno respirare!! Mi raccomando!

E poi largo alla fantasia: tovaglioli a forma di coniglietto – di cui nel prossimo post faremo un tutorial -, uova decorate, uova di struzzo che diventano vasi per anemoni, bulbi, narcisi, muscari, rami di pesco, erbetta, uova più piccole in cui possiamo colare della cera – per poi decidere se tenere o meno il guscio -, da inserire infine nei porta uova di cartone, paglia che fa da sottopiatto, piccoli ulivi in vaso che fanno da segnaposto, pezzettini di muschio – o lichene stabilizzato – da posizionare o come runner, o come sottobicchiere, o come segnaposto con delle margheritine in seta poggiate sopra..

E poi ancora stoviglie colorate, meglio se monocromo, dal design vittoriano, o minimal! Mi raccomando non di plastica o resina! Non per la nostra tavola di Pasqua! Bicchieri di vetro, o cristallo, meglio se trasparenti quelli per i vini e colorati quelli per l’acqua.. possiamo poi inserire anche le coppe per il dessert di qualche nuance pastello, ma se vogliamo mettere quelle per lo champagne, manteniamo il trasparente; e ancora posate color rame, o meglio ancora color ottone, dorate, oppure in metallo classico; se vogliamo osare un po’, compriamo quelle con i manici in legno – emh non quelle totalmente biodegradabili da staccare come nelle sagre paesane è! 😉 -.

Mi raccomando, armonia! Armonia e ancora armonia! Altrimenti la nostra tavola risulterà una tavolozza piena di colori messi a caso e quindi diventerà pacchiana, banale e forzata! Ricordatevi il posizionamento dei bicchieri, quello delle posate – che io puntualmente al primo colpo sbaglio -, gli abbinamenti calice-vino-cibo, i decanter, i tovaglioli – cercate di utilizzarne di accompagnati alla tovaglia, in stoffa possibilmente – e se avete il vecchio servito della nonna, magari quello di ceramica fine bianco col bordino oro, che non avete scelto per Natale, e avete un ambiente candido, ovattato e dagli arredi e decori neoclassico chiaro, tiratelo fuori! Sarà uno stile difficile da rispettare e rappresentare, ma credetemi ne varrà la pena! Altrimenti, se non volete rischiare di sbagliare, optate per stoviglie più scure, dalle nuances naturali e grezze.

Per adesso.. noi ci salutiamo, ma ci aggiorniamo presto per qualche idea decorativa pasquale fatta a mano – credo coniglietti fatti col tovagliolo e qualcos’altro – ;)! Con dei tutorial magari! Intanto vi auguro buona ricerca per la tavola e se avete bisogno di qualche sito o qualche brand, scrivetemi!! A presto!

Risultati immagini per tavola pasquale casaetrend.it

Pasqua: come decorare la tavola leonardo.tv

landscape-1458657028-easter-table-settings-pinkwww.housebeautiful.co.uk

Ah! P.S. Date uno sguardo anche su Pinterest!!! Vedrete quante meravigliose idee potrete trovare! Dalle più semplici e raffinate, alle più elaborate e colorate! 😉

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I protagonisti della tavola: Tovaglie e Tovaglioli

febbraio 21, 2017

Buongiorno a tutti! Come promesso oggi passiamo al terzo step, quello su tovaglie e tovaglioli.

Mi raccomando, non dimenticatevi delle regole generali, come vi ho già detto, in quanto sono sempre utili e applicabili!
Vediamo, cosa posso dire!? Be’ ad esempio, vi posso svelare che io non amo particolarmente scegliere la biancheria per la tavola, e molte delle cose che vi andrò a dire le ho conosciute sfogliando riviste o leggendo articoli e blog a riguardo.. in realtà non è che mi manchi la fantasia nella scelta, però solitamente preferisco sempre partire dalla mise en place della tavola per poi lasciare all’ ultimo la decisione della tovaglia e dei tovaglioli.. sì perché se mi fermo e mi fisso da subito su questi, come si dice nella mia Maremma ‘non ci cavo un ragno dal buco‘ e non riesco poi a proseguire; ma siccome Machiavelli affermava che ‘il fine giustifica i mezzi’, be’ io proseguo per questa strada.tovaglie e tovaglioli
Allora, spesso prediligo i runner e le tovagliette alla tovaglia classica , e i tovaglioli decorati, di design, o monocromo in carta ai tovaglioli in stoffa abbinati – qualcuno probabilmente mi starà infamando con veemenza 😉 -. Sì perché posso divertirmi di più e posso aggiungere quel tocco di estro alla tavola. Ovviamente anche qua dipende tanto dall’occasione, ma credetemi che al giorno d’oggi ci sono così tante soluzioni sofisticate, ricercate e raffinate anche in carta, cartone e acrilico da non sentire tanto la mancanza delle classiche stoviglie e tovaglie pregiate. tovaglie e tovaglioliQuindi  di solito faccio acquisti da Zara Home, in quanto ci sono tanti stili e trovo tutto di alto livello e quasi sempre esco soddisfatta per ogni esigenza; poi per i runner vado spesso da CasaShops perché ce ne sono sobri, sfiziosi, basic, o moderni e insoliti.

Altrimenti, se siete amanti del classico e non riuscite a rinunciarvi, vi posso nominare le meraviglie di Gabel, Fazzini,  il lusso de Le Jacquard Français, Gentili Mosconi Home, Martina Vidal, Bellora 1883 o il pizzo di Arnaldo Caprai.

Infine solite regoline: evento all’esterno evitate tovaglie e tovaglioli troppo leggeri, prediligete il tessuto non tessuto, o la tela naturale – o juta -, o il lino, e aggiungeteci decori che non vi permettano di veder volare tutto. Se invece siete al coperto, allora sbizzarritevi e divertitevi apparecchiando!

Insomma, anche per la biancheria non basterebbero mille articoli per poterne trattare accuratamente.. come sempre, ho cercato di incuriosirvi e di darvi qualche dritta per i vostri prossimi impegni gastronomici! Ah mi raccomando: il tovagliolo a sinistra! 😉

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I protagonisti della tavola: i Bicchieri

febbraio 14, 2017

Buongiorno a tutti!

Mi scuso se non mi sono fatta sentire con i miei post per un po’, ma stavo cercando di riorganizzare le idee per i prossimi articoli da condividere insieme a voi!.. E.. Ho deciso di ripartire con qualche consiglio e idea su come apparecchiare e decorare la tavola: dedicherò un capitolo a pezzo..mi spiego meglio! In base all’evento, o all’occasione, o al pasto scelto, o al vostro gusto o alla disponibilità in casa, vi darò un consiglio o un’idea su quale materiale prediligere, o lo stile, o gli accostamenti cromatici e così via. Un capitolo dedicato ai bicchieri, uno ai piatti, uno a tovaglie e tovaglioli, uno alle posate e agli accessori decorativi.

Proseguiremo poi con delle idee regalo per la Festa della Donna e continueremo con gli addobbi e le decorazioni per l’arrivo della Primavera e della Pasqua – anche con dei tutorial -.

Quindi, se siete d’accordo con me, oggi cominciamo con la mise en place della vostra tavola, e partiamo dai Bicchieri! I veri protagonisti – secondo il mio modestissimo parere -, oltre ai piatti, delle nostre tavolate!

… Che siano di plastica, in acrilico, di carta, di cristallo, in vetro, in resina, di legno, di terracotta.. o che siano da vino, oppure per l’acqua, per lo champagne, o per lo spumante, o da cognac o da cocktail, da Martini, o da Whiskey.. be’ a dire il vero, per me sono la parte più entusiasmante sia della tavola apparecchiata, che della preparazione stessa. Sceglierli mi diverte e mi piace molto anche informarmi sugli abbinamenti, cromatici e di utilizzo. Ogni forma rispecchia e rispetta il contenuto e credo che non ci sia dimostrazione più bella ed elegante se non quella di far trovare i nostri ospiti davanti a una tavola apparecchiata coscientemente e con attenzione ai minimi dettagli. Sì perché – se ci pensate bene -, quando tutto il resto è pronto, e si conclude coi bicchieri, personalmente ho come la sensazione che gli occhi inizino a respirare e sembra che la tavola sia completa, perfetta. Lo stesso vale anche per il processo inverso: posizionare per primi i bicchieri.. così da potervi ricreare si dal principio la vostra idea finale in testa! L’importante, ovviamente, sarà non riempire tutto lo spazio con bicchieri vari, altrimenti tutto risulterà inutilizzabile, soffocante, scomodo e ‘pacchiano’; come sempre serve un giusto compromesso e un po’ di buon senso… Quindi, pensiamo alle nostre possibilità di spazio, al nostro budget, all’occasione, agli ospiti, a quello che già abbiamo in casa, e al pasto che si è scelto e rimaniamo coerenti alle nostre risposte. Ormai poi su internet possiamo trovare delle ottime occasioni per i brand più conosciuti e rinomati se magari non abbiamo modo di trovarli di persona dal vivo.

A questo punto divertiamoci nel cercare forme, design, brand, pezzi unici, edizioni limitate, innovazioni, materiali hi tech, oggetti bizzarri, oggetti antichi, fantasie eleganti e raffinate o colori eccentrici e posizionamoli diligentemente sulla tavola.. così che poi si possa passare ai piatti! Ah vi nomino qualche brand che conosco molto bene: Bormioli, i Villeroy Boch, Villa d’Este, chi è di Firenze conosce bene le meraviglie di Mario Luca Giusti – dove l’acrilico sembra cristallo -, e infine la RCR Cristalleria Italiana.

E ricordate: da destra verso sinistra e dal basso verso l’alto in ordine: acqua, vino bianco, vino rosso e bollicine infondo in alto. Se appunto non avete abbastanza spazio: bicchiere dell’acqua vicino al coltello a destra, poi all’altezza dello stesso quello per il bianco e si procede come prima. Infine se optate per un’impostazione classica: a destra si mette subito quello per il vino rosso e poi quello dell’acqua. E mi raccomando, se siete in casa calice in su! Altrimenti se siete fuori capovolgeteli! Alla prossima! Buona scelta!

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4th Chapter Deco: Scegliere stile e tema delle bomboniere

agosto 11, 2016

Concludo questa parte concernente l’organizzazione degli eventi, l’arredamento, i decori, la mise en place, e la scelta delle location e degli stili parlando delle bomboniere; abbiamo parlato della procedura che si può seguire per farle da soli in casa, e adesso non mi resta che parlarvi dell’ultimo – ma non per importanza – aspetto. Il tema, lo stile.

Anche oggi quindi cercherò di descrivervi delle mie idee immaginandomi sul momento come potrebbero essere le vostre bomboniere… quindi giochiamo un po’!

Dunque dunque.. vediamo.. la prima che mi viene in mente rispecchia le bomboniere che ho fatto io per la mia Laurea e per quella di mio zio bombonieresuccessivamente: per quanto riguarda la mia, avendola discusso a Dicembre, ho scelto di seguire lo stile tipicamente invernale e natalizio, inserendoci confetti rossi e bianchi, e mettendoci sopra, per chiusura, cannella, anice stellato, dei piccoli peperoncini e dei nastrini di raso bianchi e rossi; infine sulla base della scatolina di plexiglas, sotto ai confetti più grandi, una granella bianca che riproducesse l’idea e l’effetto della neve. Mentre le bomboniere per la Laurea di mio zio seguivano i colori caldi dell’arancione e del bordeaux, con sopra una fetta di arancio essiccata e due foglie di alloro – sono quelle che potete vedere nelle foto che ho inserito nel Terzo Capitolo e riproposto in questo articolo -; la scatolina poi era davvero bellissima, ed elegante, in quanto divisa in quattro scomparsi quadrati, dove all’interno di ognuno avevamo messo dei confetti di vari gusti, forme, tipologie e colori – sempre rimanendo sulle stesse tonalità cromatiche che riproducevano le sfumature del cacao, del beige, dei giallo, del rosso..

Poi altra idea, il verde salvia come must, quindi nastrino a pois, un pezzettino di rosmarino e di lavanda legati con un po’ di rafia, confetti alla viola o colorati di un verde tenue, oppure bianchi, o champagne, e della iuta per legare il tutto.

Oppure il classico bianco e nero, che va però, mi raccomando, giocato bene, in quanto accusato di esser passato di moda; secondo me sono adatti invece se facciamo, come detto nel Secondo Capitolo, un matrimonio o altro evento, in stile rock; quindi nastrino a rete nero, poi o delle corde di basso o chitarra attorcigliati, oppure dei vinili da utilizzare come bomboniera, o degli spartiti arrotolati, o dei piccoli cilindri neri e bianchi contenenti i confetti, e poi ancora degli anemoni neri, o viola.

Ah altra idea appariscente e sontuosa: i colori del pavone! Quindi largo a velluti color blu, azzurro freddo scuro, viola mammola, bordeaux, verde salvia brillante, oro, e poi confetti dentro a scatoline trasparenti, degli stessi colori o monocromo, magari divisi per gruppi, e sopra delle piume di pavone, delle piccole dalie ciclamino, e come tocco sorprendente, se ne abbiamo la possibilità e ci piacciono, dei bijoux, delle catenelle fini, delle spillone che rimangono e utilizzabili.

Poi.. vediamo.. bomboniere vintage, in stile industrial: quindi riprendere i colori della pelle, del whisky, del legno, del ferro. Dunque fatemi pensare un attimo a cosa potreste fare..Mh.. sacchettini in similpelle, pipe, vinili, antichi libri, penne, cornici, mini bottiglie pregiate, vecchi orologi da taschino, lenti per la lettura, antiche chiavi, piccole voliere, o gioielli d’antiquariato, piccole valigie in miniatura di zucchero che fanno da sé da confetto e bomboniera, vespe e macchine in miniatura. Per decoro, be’ tutto dipende dal nostro budget, dall’oggetto/i che abbiamo scelto, ma i colori rimangono quelli, quindi l’importante è rimanere sulle nuances che vi ho scritto sopra, rispettando le tonalità naturali e grezze.

Altrimenti poi mi vengono in mente, lo stile marino, lo stile provenzale dai colori tenui viola, verde, giallo, rosa, beige, oppure lo shabby chic, o lo stile boho chic con pizzi e merletti, oggettini in vetro o cristallo antichi, oppure moderno e di design, con elementi di arredo minimal e classici, oppure floreale e gipsy, colorato, a righe, con riferimenti orientali, oppure green, con scatoline di carta riciclata o cartone, o vasetti con piantine aromatiche, oppure glam, tutte tempestate di strass, cristallini, fiocchi, piume, e nappe.

Per ora diciamo che qualche dritta mi è venuta in mente.. se poi me ne verranno altre, non mi rimarrà che scrivere un Quinto Capitolo.

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2nd Chapter Deco: I dettagli. Gli stili. La mise en place dell’evento

agosto 9, 2016
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In questo 2nd Chapter andrò a parlare dei dettagli del nostro evento: bomboniere, decorazione, arredo, scelta di stili, temi, colori, stoffe, apparecchiatura, materiali…

La prima immagine che mi viene di getto in mente adesso, mentre sto scrivendo: colori caldi – come rosso sangue, bordeaux, magenta, corallo, rosa Shiapparelli, vinaccia, ciano – e stoffe pregiate ed eleganti, come velluti, arazzi, drappeggi sovrapposti e sontuosi, in pieno stile banchetto romano; abbiniamoci poi argenteria, cristalli, dipinti, masterpiece che riprendono il famoso dipinto “Canestra di frutta” del Caravaggio, frutta sparsa sui tavoli, pietanze su grandi vassoi, porcellane pregiate, dettagli in oro, o decori antichi fatti a mano (la foto che ho inserito come esempio a sinistra è stata presa dal sito Kairos Events- Wedding Inspirationcollage-per-blog1).

Poi, altra immagine: seguire un contrasto moderno e ‘baroccheggiante’: si potrebbero noleggiare dettagli dal design unico come sedie Ghost, lampade Kartell Bourgie, piantane come l’ Arco dei fratelli Castiglioni, punti ritrovo con tavoli moderni in stile Cattelan e Sicis, poltrone Proust, illuminazione da tavolo Artemide a led, e ai lati o alternati, tavoli da lavoro originali, madie restaurate, credenze in stile country, sedute impunturate e classiche, divani stile Arketipo dai colori accesi – alternando tinte unite e profonde ad altre stampate e floreggianti -.moderno Ciò sarebbe bellissimo se si è scelta come location una villa medicea con stucchi e decori ai muri ad esempio, o una voliera o una dependance di un castello in stile scozzese immerso nel verde, oppure in una bellissima masseria pugliese candida e grezza (la foto inserita a destra è stata presa dal sito Moniare.com).

location-boho-chicE ancora, se scegliamo lo stile boho chic, allora prediligiamo chiese sconsacrate, luoghi aperti, prati e piante secolari sotto cui rilassarci e divertirci in compagnia: come sedute sedie spaiate, restaurate, colorate, o bianche e beige, di ferro, panche di legno, presse di fieno, pouf, grandi cuscini, altalene, amache. Per quanto concerne i colori poi possiamo o seguire uno stile gipsy, quindi righe, fiori, pois, fantasie presenti e accese, dettagli arabeggianti, richiami orientali, mis en place in varie zone strategiche, per un evento in movimento, giovanile e divertente. Altrimenti se vogliamo portare avanti fino in fondo lo stile boho chic, allora dobbiamo spostarci su un country chic, bohemien, con richiami vintage Anni 20, dove regna un ambiente in pieno stile Grande Gatsby, rimanendo sui colori tenui e naturali, come le varie sfumature di bianco, beige, lino, canapa, iuta, nuances fredde e chiare di marroni, cuoio, cioccolato, whisky, sontuoso e glam (la foto a destra è stata presa dal sito Rm-style.com, mentre quella a sinistra dal sito dcomedonna.com).sposa-boho-chic-34

Oppure, se siamo in zone costiere, naturalmente dovremmo rispettare lo stile marino blu e bianco, azzurro e acquamarina, ciottoli, legnetti bianchi, sabbia, sassolini, conchiglie, stelle marine, fiori e decori sulle sfumature dei colori del mare (la foto inserita a sinistra è stata presa da un mio articolo: A tavola!).

Altrimenti se si tratta ad esempio di un matrimonio, o di un compleanno, o di un vernissage, o di una presentazione sui generis, in stile rock punk, allora potrebbero regnare colori scuri, come nero, rosso vermiglio, anemoni viola, drappi a rete – che riprendono i collant -, cilindri, piatti moderni e chic, magari geometrici e lineari, posate scure e opache, centinaia di candele sparse d’ovunque, melagrane sparse sui tavoli, candelabri pesanti dove regnano colature di cera, farfalle e peonie bordeaux (la foto inserita a destra è stata  presa dal sito InsiemeOnline.it-Un Matrimonio in stile rock).

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Infine, ma solo per il momento, mi viene in mente un evento green, ecosolidale. Così penso a cesti di vari generi, forme e dimensioni contenenti piante aromatiche, fiori di campo, margherite, spighe di grano, pannocchie, rami di cotone; poi candelabri torniti antichi, grezzi, tante e diverse candele, possibilmente rimanendo sui colori naturali; si addicono poi perfettamente gli stili boho chic, bucolico e vintage; aggiungiamo stoffe pregiate e antiche, come pizzi, ricami della nonna, merletti, uncinetti, pizzo chiacchierino, lini grezzi, girasoli, lanterne, voliere, antiche stoviglie tutte diverse, materiali a contrasto, cuscini per terra,

matrimonio_ecologico_greeno su vecchi carretti, balle in iuta che ricoprono vasi con piante di agrumi, o che contengono frutta qualora vengano posizionati su una lunga e imponente tavolata imperiale all’ombra di una quercia o di un salice piangente secolari (la foto inserita è stata presa dal sito emozioniestranieventi.com).

 

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A tavola!

maggio 25, 2016

Non abbiamo niente in casa, ma questa sera vorremmo proprio organizzare una bella cenetta… mmmh cosa fare? Niente panico! Anche questa volta bastano poche cose per fare bella figura! Tutto ciò che serve, come sempre, è tanta volontà, voglia di fare, e allegria! Per prima cosa dobbiamo pensare a cosa fare per cena, e per questa parte sicuramente avrete a disposizione mille idee, ricette jolly, siti internet, consigli da mamme, amiche, parenti..quindi non vi annoierò trattando pure io di tali argomenti – sicuramente i miei consigli potrebbero essere di modestissima utilità, in quanto non sono una cuoca molto ‘ferrata’ ecco, anche se effettivamente, devo ammettere che sto migliorando 😉 -.
Passo quindi direttamente allo step successivo, ossia all’arredo e alla preparazione della tavola! In fondo non dobbiamo fare solo bella figura al livello gastronomico, ma dovremmo dedicare la stessa attenzione anche alla parte estetica, quindi alla presentazione della tavola e al decoro. Ora, alla base ci devono sempre stare la nostra eleganza, il nostro buon gusto, la nostra discrezione e soprattutto la nostra gentilezza. Una volta dato per scontato e per certo tutto ciò, possiamo passare a scegliere lo stile della serata: elegante chic, country rustico, bucolico glam, marino, minimal moderno, industrial chic, shabby, monocromatico, prezioso, Anni ’50, gipsy colorato, orientale, e così via – più ci si pensa e più ne vengono in mente -.
A questo punto.. dobbiamo spremere le meningi e capire cosa abbiamo a casa che può essere utilizzato e riconvertito in base alle nostre necessità, senza dover per forza impazzire cercando negozi che ci possano soddisfare da raggiungere a corsa all’ultimo momento.. Che ne so, per esempio cerchiamo tra i recipienti – ceramica, vetro, cristallo, terracotta, metallo, plastica, resina, colorati, monocromo, sfumati, trasparenti, decorati – o ceste di rafia o di Vimini, e poi pensiamo alle posate che abbiamo nei cassetti, ai piatti, ai bicchieri, ai sottobicchieri, ai fermatovaglioli, ai segnaposto, ai tovaglioli e tovaglie o tovagliette o runner; alle candele, ai candelabri o candelieri, ai fiori, a decorazioni varie – perle, gemme, sassolini, granella, swarovskini.
Infine, in base a ciò che abbiamo a disposizione vediamo se possiamo seguire lo stile a cui avevamo pensato, altrimenti ne creiamo uno tutto nostro! Quindi tovaglie o runner di lino per uno stile o marino, o bucolico, o country, o minimal; quindi candele e portacandele in metallo oro, bronzo, argento, per uno stile shabby chic, o country chic, o a contrasto con un industrial, o per uno stile ricercato e prezioso – da abbinare per esempio a stoviglie decorate ed eleganti, a bicchieri colorati trasparenti di varie misure e fattezze; oppure forme geometriche e lineari per uno stile nipponico o cinese moderno e minimal, rigoroso e preciso – magari muovendoci tra i color nero, arancione caldo, lampone, fragola, bordeaux; oppure se abbiamo delle stoviglie o delle bottiglie antiche di nonne o bisnonne, potremmo utilizzarle o con altri accessori simili oppure metterli in contrasto a un contorno moderno e monocromo. Se invece magari amiamo uno stile francese, provenzale, o neoclassico e aureo, allora ci muoveremo tra tessuti pregiati, velluti, sete, rasi, taffetà, lini caratterizzati o da scelte di un solo colore, o da mille fiori ton sur ton, o a righe, o a piccoli pois, o damaschi.
A questo punto non mi rimane che augurarvi di nuovo un buonissimo lavoro e una buonissima cena! In fondo abbiamo ancora un bel po’ di tempo per preparare una bella cenetta e per apparecchiare la nostra tavola a costo zero e piena di charme!

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3th Chapter: Si arreda!

maggio 16, 2016

E così… piano piano, capitolo dopo capitolo, siamo finalmente arrivati alla parte più divertente, creativa e complicata! Arredare casa!
Dunque dunque, vediamo.. da dove posso partire? Be’ a dire il vero ci sarebbero così tante cose da dire che non è proprio una cosa semplice ricreare e poi seguire una scaletta argomentativa.. quindi, pensandoci bene, la scelta migliore è quella di seguire la mood board – (dall’inglese mood “umore” e board “tavola”) consiste in un collage di immagini, disegni, illustrazioni, colori, texture e qualsiasi altra cosa consenta di definire la direzione che vogliamo dare al nostro progetto – ipotetica generale del mio blog: andare a braccio. In passato, in altri post, avevo trattato di colori, stoffe, stili, accessori, punti luce.. oggi non mi rimane che aggiungere il modus operandi per arrivare a fare delle scelte di arredo corrette, compatibili con il resto, e che non ci vengano annoia dopo pochi giorni, e dopo che avremmo visto una nuova vetrina allestita sapientemente passeggiando un pomeriggio!
Ora, premettendo che non ci sono degli step rigidi da seguire e che ognuno di questi non è fermamente bloccato al posto che momentaneamente, per semplicità, gli assegnerò, considerateli quindi dei semplici e modesti consigli, appunti da tenere in mente. Poi però decidete voi a quali dare una minore o maggiore priorità in base alle vostre esigenze.
Partiamo col capire il nostro budget. Facciamo un attimo due calcoli e capiamo quanto abbiamo a disposizione per arredare un angolo, una stanza, una parete, un giardino, una taverna, un attico, una mansarda e così via.
Una volta fatto questo muoviamoci per comprendere quali brand possiamo permetterci, se vogliamo mantenere una fascia di prezzo stabile per ognuno degli elementi che andremo a scegliere o se invece vogliamo inserire i così detti “elementi satellite” – magari una lampada, un divano, un tappeto, un quadro, un accessorio a cui destineremo una percentuale maggiore del nostro budget -; per capire cosa potremmo permetterci e dove poter trovare il tutto dobbiamo spostarci personalmente e andarcene a fare un bel giretto o in centro città, o nei grandi magazzini in stile americano, o impariamo dei lavoretti fai-da-te oppure cerchiamo su internet o sulle riviste di arredamento.
A questo punto, una volta capito se il nostro divano sarà Ikea, oppure Arketipo, oppure Sicis, o Cassina, passiamo a ricrearci un’idea dell’ambiente che vorremmo ricreare. Colori, luci, tonalità, e teniamo presenti gli altri mobili e le altre stanze, così da non ricreare degli ambienti troppo diversi e non compatibili – ciò vale a meno che non si decida di ricreare un nido totalmente a sé stante -.Cerchiamo sulle riviste, buttiamo giù delle bozze, guardiamo su internet e prendiamo spunto da ogni cosa che ci salta agli occhi.. dopodiché ci muoviamo di nuovo e prendiamo le misure – fate attenzione alle dimensioni, alle proporzioni, alle zone d’ingombro, ai passaggi (per esempio a quanto spazio abbiamo a disposizione per tirare indietro la sedia per alzarci, di solito si cerca di tenere libero uno spazio che comprenda circa 50 cm della seduta più il nostro corpo davanti, quindi se abbiamo spazio sarebbe bene lasciare anche un metro di distanza dal tavolo) – capiamo dove vogliamo i punti luce, valutiamo dove la casa è più calda, dove è più luminosa, dove abbiamo più o meno spazio e soprattutto quanto tempo trascorriamo in quel preciso ambiente; naturalmente, se si tratterà di una cucina dovremmo capire cosa utilizziamo di più e quali sono le priorità e gli elementi a cui non possiamo rinunciare; se invece si tratta di una camera dobbiamo distinguere se si tratta di una padronale, di una cameretta per i più piccoli, o di una stanza per gli ospiti… e in base a questo faremo scelte differenti. Se si tratta di un bagno poi dobbiamo considerare se ci sono dei portatori di handicap, degli anziani, dei bambini, e così come tutta la casa seguirà tali esigenze, la sala da bagno dovrà essere una delle stanze a cui dedicheremo più attenzione ai dettagli. Se invece si tratta di una zona living valuteremo le dimensioni, la luminosità, la zona dedicata alla tv o altro, se si utilizza anche per lavorare o meno; infine se parliamo di giardini, mansarde, attici, soppalchi, be’ allora in quei casi solitamente ci si fa guidare dalle dimensioni, dal tipo di utilizzo e dalla posizione.
Alla fine quindi, non ci resta che prendere sotto braccio tutti i nostri fogli e foglietti e andare a comprare ciò che più ci aggrada, ci soddisfa e soprattutto ci rappresenta e ci descrive! Se poi vogliamo rispolverare e riverniciare vecchi mobili che sembravano brutti e antiquati, o se vogliamo creare qualcosa di ex nuovo, o se vogliamo totalmente sbizzarrirci con nostre idee, be’ comunque vada, non resta che metterci al lavoro! Ah non dimenticatevi, mi raccomando, che se avete bisogno di un consiglio, una dritta, un’idea, una soluzione, io sono qua! Scrivetemi e vedremo di trovare qualcosa di carino insieme!Non lo faccio come lavoro e veder nascere qualcosa di nuovo sarebbe il regalo più grande!
P.S. Sopra troverete delle fotine della mia casa.. come potrete vedere ci sono cose di ogni prezzo – tappeto Ikea, cassapanche d’antiquariato, dettagli economici ma ‘stilosi’, piantana di design su treppiede -! Basta il giusto equilibrio estetico e il gioco è fatto!

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2nd Chapter: “Colorare casa!”

aprile 5, 2016

Dunque dunque.. Finalmente nella nuova casa. La carovana è finita e la transumanza di veicoli carichi di borsoni e scatoloni pure. Ora, una volta affrontato lo stacco dalla vecchia casa e il disagio di trovarsi in un posto che non senti tuo – assolutamente non senti tuo – e dopo aver versato qualche lacrimina di sconforto per via di caos, cose da sistemare, passerelle che permangono anche qua, qualche coccio rotto – come avevo previsto nel Chapter 1 :) -, profumi che non ti appartengono, colori che non incontrano proprio i tuoi gusti, oggetti non tuoi, quadri che non hai scelto e assenza di abbigliamento da indossare in un arco temporale ragionevole e logico, ci si tira su le famose maniche e si comincia a trasformare ciò che ci circonda.

Primo step: togliere ciò che è stato lasciato, pulire e sostituire il tutto con ciò che è tuo, che ti rappresenta, che ti descrive.

Secondo step: smontare mobili che a tuo parere non ti sono utili, o che sono stati scelti – per così dire senza un apparente senso – in un modo errato e che occupano più posto del dovuto, o che semplicemente non ti piacciono; detto questo, noi abbiamo preso questa idea molto seriamente, dal momento che abbiamo smontato praticamente un armadio a muro -.-” per farci entrare una bellissima scrivania e per dare ossigeno e colore alla zona living.

Terzo step IMPORTANTISSIMO: colorare! colorare! e ancora colorare! Scegliere dei colori che ci danno delle precise sensazioni, che ci oscurano o ci illuminano, che ci ristringono o ci danno spazio; colori caldi, freddi, opachi, lucidi, semplici, decorati, sabbiati, spatolati, spazzolati, spugnati e così via. Largo alla fantasia e alle fantasie se invece si scelgono le carte da parati! Mi raccomando però di procedere con calma e con cautela! Con attenzione e con consapevolezza! Quando sarà giunto il momento di andarcene e di spostarci, la casa dovrà tornare esattamente come l’avevamo trovata al nostro arrivo … a meno che il proprietario non rimanga ‘fulminato’ dalla bellezza della sua ‘proprietà’ dopo che l’avrete riarredata e modificata!

Quarto step: le luci e le stoffe. Dunque, le luci sono fondamentali!!!! Ma sono anche molto costose nella gran parte dei modelli.. quindi scegliete con cura e con decisione! Piantane, a sospensione, a parete, faretti, led, neon.. e poi ancora colorate, bianche, sfumate, mille fantasie, mille stili diversi, contrasti, materiali innovativi, materiali standard.. La difficoltà sta nel capire cosa vogliamo illuminare, come vogliamo farlo, in che posizione, da quale verso e con quale intensità. Stessa cosa per le stoffe: leggere, pesanti, preziose, chic, minimal, grezze, naturali, lucide, opache, trasparenti, coprenti e chi più ne ha più ne metta.

Naturalmente alla base di tutto ciò, come massimo comun divisore si trova la fatidica scelta dello stile o degli stili, la così detta fusion. E qui rimane difficile dare dei consigli, vista la mole di idee, di spunti, di icone, di pezzi classici, di innovazioni, di invenzioni che ci sono e che abbiamo a nostra disposizione, anche semplicemente sfogliando dei giornali che trattano di case e di arredamento.Una cosa che posso dire, ma anche qua più che di una dritta si tratta di un azzardo, è che quest’anno – come l’anno scorso – vanno di moda i metalli brillanti, quindi l’oro, l’argento, l’ottone, e soprattutto il rame, il copper. Quindi il trucco a questo punto sta nei dettagli e negli accessori: scegliamo qualcosa di lucente e ‘luccicoso’ per far sì che la nostra casa sia di tendenza e alla moda. Poi altro azzardo che posso fare è dire che al giorno d’oggi è molto di moda l’incontro tra lo stile shabby chic e il vintage, tra l’industrial e il minimal più spiccato, tra il conutry e il neoclassico. A questo punto, da come si potrà facilmente intuire, se tiriamo le somme, ciò che ne viene fuori è che la tendenza attuale più marcata e in voga è il CONTRASTO; vuoi negli stili, vuoi nei materiali, vuoi nei materiali tessili. Il marmo bianco di Carrara si incontra con l’industrial regnato da tubi invecchiati e tavoli grezzi, sedute in metallo, poltrone in pelle cucite a mano e madie antiche carteggiate, rigate e scolorite con gli sportelli di rete morbida. Oppure pareti fredde e sedute dai colori caldissimi, come per esempio pareti grigio chiaro con poltrone e sedute rivestite di velluto bordeaux o vinaccia.

Insomma, come si può leggere in molti siti, i colori più di moda sono quelli che rappresentano lo stile nordico, finlandese, diciamo lo stile Ikea per capirci meglio, quindi tutte le tonalità più chiare e pallide a cui possiamo pensare, come per esempio il grigio chiaro, lo champagne, il lino, il sabbia, il rosa antico pallido, il carta da zucchero pallido, il verde salvia chiaro, tutte le gradazioni del bianco – e come non citare i vari tipi di Bianco Sporco -.

E dopo questo antipatico riassuntino, piuttosto complesso da scrivere per me – lo ammetto -, ritorno alle mie pareti! Da come potrete notare dalle mie foto, dobbiamo togliere dai bordi in alto il nastro di carta.. 😉