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LifeStyle

Cirque du Soleil. Varekai

ottobre 31, 2016

[Varekai] – Ovunque nella lingua rumena dei gitani.

Spettacolo diretto da Dominic Champagne che vuole celebrare l’anima nomade, lo spirito e l’arte della tradizione circense. Il Cirque du Soleil penso che lo conoscano la gran parte delle persone al livello mondiale, quindi credo che non dovrò aggiungere molto, dal cirque du soleil varekaimomento che ne hanno parlato, scritto, raccontato i maggiori media e la stampa più importanti hanno dedicato pagine e pagine a riguardo.
Ciò che posso dire io è che sabato sera, cirque du soleil varekaidopo aver visto uno dei loro Spettacoli – ho inserito la S maiuscola in quanto si tratta di capolavori artistici perfetti e completi con cantanti e musicisti dal vivo di una bravura imbarazzante – a Firenze, Varekai, ho allontanato ancora più in alto la mia idea di capacità fisica umana… mi spiego meglio: credo che tutti noi più o meno, se ci riflettiamo, arriviamo a farci un’idea dei limiti dell’essere umano, in positivo e in negativo (purtroppo) e penso che ognuno di noi si è servito dei più grandi nel farlo, dagli atleti, ai ballerini, agli artisti tout court, alle mille capacità del genio, alle mille possibilità fisiche dell’uomo… Ecco, per esempio io mi ero fatta la mia idea di limite e perfezione quando quest’estate ho visto ‘volare’ alle Olimpiadi di Rio 2016 la ginnasta statunitense Simone Biles – tralasciando elegantemente i post -, e poi ancora la perfezione nella danza quando ho potuto vedere dal vivo all’Arena di Verona Roberto Bolle, o ancora per quanto riguarda la musica, quando mi sono commossa ascoltando Ezio Bosso. Ora, potrei continuare citando pochi altri esempi di eccellenze in altri campi, ma per quanto riguarda l’estro artistico circense, be’ questo mi mancava! Ecco, se vi capita e se potete, comprate un biglietto per andare a cirque du soleil varekaivedere uno Spettacolo del Cirque du cirque du soleil varekaiSoleil.. e credetemi, quando uscirete vi sentirete, diversi, come se proveniste da un altro mondo ultraterreno, più allegri, bambini dentro, affascinati e increduli!
Non starò ad annoiarvi con altri informazioni ed elogi a questi splendidi Signori Artisti Circensi, perché credetemi, ogni mio tentativo sarebbe superfluo e totalmente inadatto.. perciò, in questo caso vale il detto “Vedere per credere”! Sì perché, se non lo avete mai visto le mie parole non sarebbero in alcun modo sufficienti por poter capire la grandezza e la bellezza di cui sto parlando e se invece lo avete già visto, sapete benissimo cosa intendo, dal momento che forse anche voi non siete stati in grado di trasmette a pieno le vostre sensazioni! Aggiungo solo due parole per concludere: Ammaliante! e Grazie a questi artisti!… davvero!

P.S. Questo non potevo assolutamente tralasciarlo: finito lo spettacolo mi sono ritrovata a parlare tramite Instagram con alcuni dei musicisti che avevano suonato durante lo spettacolo perché avevano notato i video che avevo postato.. sarà una banalità, ma io credo che questi dettagli vogliano solo e semplicemente dire che si sta parlando di persone umili, venute – nella maggior parte dei casi- dalla strada, che con la vera fatica, il sudore e i sacrifici sono riusciti a diventare i migliori al mondo! .. e pensate che quasi tutti loro, o meglio quelli che ho potuto vedere, sui loro profili social hanno molte meno amicizie che tante persone ‘normali’ come noi.. tanto per dare un’idea! Ecco, tutto ciò mi ha sbalordito, dal momento che ormai siamo abituati – purtroppo – a ben altro tipo di atteggiamenti – nella stragrande maggioranza – di eccellenze, o meno, artistiche e non.

Travel

Secondo Capitoeo. Marostega

settembre 20, 2016

Capitolo Secondo. Marostica

partita-18Oggi, in questo secondo Capitolo, vi parlerò della città di Marostica. Per descriverla in breve, potrei dire che è una cartolina storica nel presente. Marostica rappresenta il tempo che passa ma che non muta. Rappresenta l’attenzione e il rispetto per la sua storia, la sua tradizione, senza però fermarsi. Uno sviluppo che mantiene l’aspetto del tempo che fu. Marostica è regalità, eleganza, ricchezza. Marostica è il Galateo fatto città. Si respira aria di gioco durante i giorni della Partita a scacchi viventi e si respira compostezza e sicurezza nel quotidiano. partita-12La città si trova tra alcune delle tantissime perle venete, come Vicenza, Bassano del Grappa, Padova e si circonda di verdi colline. Il centro storico è molto curato e ben tenuto e le viuzze centrali brillano di puro fascino. Ci si muove tra distillerie, bar antichi, ristorantini tipici, negozi tradizionali e musei; tra la scacchiera marmorea della piazza del Castello e le Mura che sovrastano dall’alto; tra bandiere al vento maestose e gioiellerie artigianali.partita-10

La sera del sabato 10 Settembre abbiamo visto la Partita – essendo il 2016 unno pari – e la domenica mattina seguente ci siamo tornati per fare una passeggiata prima di tornare a Firenze; abbiamo fatto un aperitivo nel bellissimo, e di design, bar Cristal e dopo un giretto nelle vie principali, qualche foto e aver visto dal vivo con attenzione la scacchiera nella piazza, ci siamo messi di nuovo in viaggio.

La cosa che mi ha divertito molto, e a dire il vero anche sorpreso, è stato il fatto che durante la passeggiata con Riccardo ci guardavamo in torno per riuscire a capire se stavamo incontrando dei figuranti “in borghese” – dal momento che avevamo incontrato molti signori eleganti, con un bellissimo portamento -, e la prima idea che ci passava per la testa ogni volta era proprio:
chissà se lei o lui hanno sfilato ieri sera e se stanno andando a truccarsi per lo spettacolo del pomeriggio?
partita-14partita-11Ecco, ciò mi ha davvero fatto sorridere e mi ha fatto sentire leggera e serena; in più gli spalti montati, ma spogli, mi hanno fatto immaginare, con inaspettata suggestione, come si potessero sentire i partecipanti del corteo uscendo.. in
mezzo a 3600 spettatori!

Cosa aggiungere? .. be’ che spero di tornarci presto, e spero che tali borghi, o città, o paesi continuino a essere valorizzati e ben tenuti come nel caso di Marostica.. Spero soprattutto che vengano mantenute le tradizioni, o le rievocazioni storiche, o le feste paesane di qualsiasi tipo, dal momento che le caratterizzano, le raccontano, le accomunano unendo i propri cittadini e le mantengono vive.

LifeStyle Travel

Primo Capitoeo: “Ea Partia a Scachi de Marostega”

settembre 13, 2016

Primo Capitolo: La Partita a Scacchi di Marostica

Ogni secondo weekend di Settembre, nei soli anni pari, viene giocata nella piazza del Castello a Marostica la famosa – e bellissima – Partita a Scacchi con personaggi viventi.. Siccome per la prima volta ci sono andata da piccolina con i miei e ricordo che non avevamo potuto vederla per il fatto che l’anno era dispari, mi ripromisi che prima o poi ci sarei tornata! .. E quest’anno, essendo di numero pari, non potevo mancare a tale promessa!
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Sabato pomeriggio siamo partiti da Firenze col mio ragazzo e siamo andati a Marostica, nel meraviglioso e regale Veneto. Avevo prenotato i biglietti molto tempo fa, in quanto il sold out è assicurato da sempre! Una volta arrivati sul posto abbiamo trovato una stupenda organizzazione e molta gentilezza tra le persone dello staff. Ci siamo messi a sedere sulle nostre poltroncine e il gioco è iniziato, con puntualità, alle 21:15, con due frecce che hanno fatto infiammare tutto il contorno della scacchiera marmorea della Piazza. Spiazzante! Sul sito ufficiale della Partita avevo letto la storia, e in breve ve la riassumo: Nell’anno 1454, quando Marostica era una delle Fedelissime della Repubblica di Venezia, due guerrieri, Rinaldo d’ Angarano e Vieri da Vallonara, si erano innamorati contemporaneamente della bella Lionora, figlia del Castellano Taddeo Parisio. Quest’ultimo, volendo evitare di perdere uno dei due valorosi combattenti nel duello prefissatosi, decise di arrivare alla vittoria – e quindi al matrimonio tra la bella figlia maggiore e uno dei due guerrieri – tramite una partita a scacchi; ordinò che tutto avvenisse nella Piazza del Castello, in mezzo ai nobili e al popolo intero, con pezzi viventi, in carne e ossa. I due giovani avrebbero proceduto con una vera e propria partita e le “pedine” mosse sarebbero state imitate da quelle viventi sul pavimento a scacchiera della piazza.partita-9
L’intera rievocazione viene recitata nella lingua dell’epoca del posto, ma se si segue attentamente e si conosce a grandi linea la storia, si può facilmente seguire il filo dell’intera interpretazione..
La piazza può contenere circa 3600 posti a sedere e ci sono circa 600 figuranti. Tutto viene curato nei minimi dettagli e tutto rappresenta fedelmente ogni aspetto della vita nella piazza di allora. Ogni angolo, ogni banchetto, ogni teatrino, ogni saltimbanco, ogni musico, ogni danzatrice, ogni messer, ogni cavaliere, ogni arciere, ogni sbandieratore, ogni nobile diventa un pezzo portante di un puzzle enorme e dietro a ciascuno di questi ci sono altrettanti truccatori, sarti, parrucchieri, registi, fonici, scenografi, e molto altro ancora.
partita-3Personalmente adoro, amo questo tipo di manifestazioni in costume. Certe rievocazioni mi affascinano! Credo fermamente però, che si debba oggettivamente riconoscere – e stimare – il lavoro enorme che si muove dietro tre giorni, per un totale di quattro rappresentazioni, ogni anno pari nella piazza del Castello a Marostica – negli anni dispari la partita viene rievocata all’estero e sul sito ufficiale si possono trovare le varie città che l’hanno ospitata -. Per ogni uscita, ogni partita – che in tutto dura circa 2 ore -, si snodano mesi e mesi di organizzazione, di problematiche varie, di contrattempi, di imprevisti, di vite di tutti i giorni. Perciò ribadisco, tali “patrimoni” devono assolutamente essere sostenuti il più possibile, in modo da non vederli perire. Sono dei veri e propri pezzi di storia nella storia stessa e riescono a insegnare tante cose, a grandi e piccini.
E’ uno spettacolo vero e proprio, pieno di colori, fuochi d’artificio, bandiere al vento, musiche, colpi di scena, vestiti meravigliosi e cavalli perlati.

… E per chi ha deciso, o deciderà, di essere presente a una delle rappresentazioni, per due ore verrà catapultato nella bellissima e affascinante Marostega del 1454. E che il guanto sia gettato!

Parisio sollecita i due avversari: “Zughè prudenti e arditi con saldo cuor et intrepida fè. Missieri a Vù. Senteve e scomiziè.”

LifeStyle Music

SkyBlue. The Answer.

giugno 3, 2016

“Take another breath, and start believin’..there’s something strange in this life. Pat!”

Oggi tratto di musica, o meglio cercherò di descrivere una band a modo mio, basandomi sulle mie impressioni, dal momento che non potrei farlo a un livello specifico, non essendo – come ho sempre sostenuto –  un’esperta a riguardo; Ho sempre ritenuto però, che per godere della musica e per far sì che questa ci arrivi, non serve per forza un orecchio assoluto, perfetto e una conoscenza mirata… Quindi, in questo post tratterò ancora una volta della musica che io ascolto, che io vivo e lo farò come sempre, con tutta modestia e semplicità.

SkyBlue è il nome di una band che nasce alcuni anni fa a Pistoia con un progetto ambizioso e complesso: quello di fare spettacolo, di rimanere coerenti a un concept e di creare qualcosa di raro, di difficile da ritrovare. Non riesco sinceramente a parlare di loro restando ancorata a un genere musicale preciso e definito. Posso semplicemente ripetere quelli proposti nel loro profilo Facebook, ossia prog rock, experimental rock, new wave ed electronic.. però questo solo per dare un’idea generica… perché poi nella realtà, nei concerti, si può ascoltare una musica molto più che sperimentale. Si può ascoltare una musica unica nel suo genere e si può vivere un’esperienza sensoriale pressoché completa.
Mi spiego meglio descrivendoli un po’: su Facebook, come città natale hanno scritto “Moon”; a un loro concerto lo spettatore si trova davanti cinque musicisti folli, casinisti e ‘attori’ – ognuno è, per così dire, ‘particolare’ e ‘diverso’ dagli altri (ognuno, artista a modo suo, ognuno nel proprio ruolo), poi.. continuando, ci sono delle proiezioni digitali, astratte, colorate, luminose, azzardate, barocche, alle loro spalle; e ancora, un cantante che dire eclettico è dire poco!E così, alla fine, ci si ritrova ad ascoltare sette, otto, undici canzoni – di una media di circa cinque minuti l’una – senza nemmeno rendersene conto! E questo per quale motivo e come? Semplicemente perché loro sono e fanno uno spettacolo, sono e fanno Arte. Attraverso i brani vieni coinvolto e catapultato nel loro concept: lo spazio, le astronavi, gli alieni, il cosmo, l’ultraterreno. E tu sei giù dal palco sì, ma fanno in modo che te ne dimentichi, così da portarti con sé nel loro viaggio.

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A questo punto, mi piacerebbe descrivervi i “miei ragazzoni”: il cantante, Patrizio (Pat), che cambia mille abiti, personaggi, ruoli durante lo spettacolo in modo praticamente istrionico  e porta avanti, tramite i suoi mille volti e le canzoni, un percorso, una storia : un contatto alieno, poi un distaccamento dalla Terra e poi un viaggio interstellare – ecco lui incarna precisamente, per eccellenza, la figura dell’artista senza regole e punti fermi -. Il tastierista, Federico, che riesce a scrivere musica così come le persone normali – tipo me – scrivono una mail, tanta è la sua semplicità e facilità nel farlo e poi scrive i testi con una fantasia e un’eleganza imbarazzanti ed è una delle persone più complete e competenti -al livello musicale -, e complesse, profonde, intricate e difficili  – naturalmente positivamente parlando – dal punto di vista personale, che io conosca. Il chitarrista, Massimo, che arrangia, riadatta, crea dei pezzi musicali, o degli assoli – come per esempio quello della loro cover di Comfortaby Numb o di Purple Rain – in modo impeccabile.. che stile mentre sta suonando ti giri e vedi le persone accanto a te che sono a bocca aperta, quasi incapaci di capire se stanno ascoltando lui o se per un attimo sono ritornanti indietro nel tempo e si stanno godendo dal vivo i grandi della musica; e poi cambia chitarre, stacca e attacca jack, preme pedali e non so che cos’altro, dal momento che ogni volta ne aggiunge una, – a volte durante le prove fa la stessa cosa ed è così maldestro e buffo che mi fa sempre ridere tanto e di cuore – tutto nello stesso momento, che quasi fai fatica a seguirlo da quanto è veloce, e scattante.. ecco lui è un ingegnere, un musicista, un folle, un giullare, un maestro in arte marziali, un viaggiatore e tutti allo stesso tempo – e questo se lo porta dietro pure una volta salito sul palco -.Poi c’è il batterista, Lorenzo. Ecco lui è un gigante dal cuore buono.. un musicista che vuole rimanerPate ancorato, fermamente, ai classici e ai vecchi grandi della musica; poi magari gli altri del gruppo lo convincono man mano, volta volta, e lo fanno emigrare nel mondo dell’elettronica, ma come gli porgi due bacchette e gli metti a disposizione una batteria, be’ lui ritorna immediatamente al suono acustico, caldo, battente, squillante, fatto dall’uomo. Infine – ma non per importanza dal momento che lo vivo quotidianamente con amore, e anche follia forse 😉 – il bassista, Riccardo. Di lui avevo parlato precedentemente nel post che trattava degli Outpost Of Progress, ma in questa sede posso aggiungere che oltre ad essere un musicista poliedrico, apporta alla band quel tocco che rifinisce elegantemente il tutto; durante l’esibizione lo vedi che vive la musica, la segue, si muove senza rendersene conto e poi magari a un certo punto lo vedi che si volta di spalle e quando si rigira alle dita ha due funk fingers come Tony Levin e la gente sorpresa inizia prima a far foto e poi quando hanno finito il loro spettacolo lo raggiungono dietro le quinte e per esempio a lui vanno a chiedere su come le abbia fatte, come faccia a suonarci, quando ha imparato e a volte dei ragazzi se ne vanno dicendo che anche loro vorrebbero presto iniziare a imparare a suonarci; e a volte lui c’è ma fa sì che non si noti, in quanto crede fermamente che la cosa più importante sul palco sia la Band, non il singolo.

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Ora, una volta descritti questi ‘Personaggi’, che personalmente adoro ognuno per un motivo diverso, – ho trovato degli amici sin dal primo momento che li ho conosciuti, che mi rispettano e danno importanza -, posso solo aggiungere che oltre a fare bella musica – senza elencare i nomi, posso dire in generale che sono stati pluripremiati a vari concorsi, vincitori di importanti contest, finalisti di altri, hanno suonato su palchi e locali italiani prestigiosi e adesso stanno lavorando per il loro primo Album -, ciò diventerebbe ridondante e scontato, fanno sentire gli spettatori a loro agio, li sanno coinvolgere rimanendo nel loro ruolo/personaggio e sanno far cambiare idea sul proprio conto e sulle proprie capacità, a partire dai produttori, per arrivare alle persone che non hanno creduto in loro, e a coloro che sono stati portavoce di ripetuti NO.
Concludo facendo loro un augurio speciale ben preciso – che sicuramente conoscendomi per come sono fatta, già sanno e sin da subito si possono immaginare di che cosa stia parlando – e termino dicendo ai miei lettori di provare ad ascoltare i loro pezzi, in quanto non si tratta di sola musica.. con loro si possono cercare e trovare delle RISPOSTE alle proprie DOMANDE.
Se vi ho incuriosito, date una sbirciatina al loro sito www.skyblue.it, o cercateli sui principali social network!

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