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Mangiare in un Mulino del Quattrocento

settembre 7, 2017

Buongioooornoooo!! Come state?? Io a dire il vero benissimo, in quanto sono rientrata qualche giorno fa da una settimana allungata in corso d’opera a il mulinoMisano Adriatico. 😀 Con Riccardo volevamo rilassarci, divertirci e mangiare bene senza allontanarci troppo da Firenze e quindi abbiamo scelto la Riviera Romagnola.

.. Così oggi inizierò a scrivere alcuni nuovi articoli che riguarderanno tutti location, piatti e particolarità goduti durante la nostra vacanzina e partirò col parlarvi  della bellissima esperienza che abbiamo vissuto per la cena di domenica sera nel Ristorante Ilil mulino Mulino, a pochissimi km dal centro di Misano, lungo il fiume Conca.. ve ne voglio parlare oggi così avrete modo di poterci andare una sera di questo week end o una domenica a pranzo! Sì perché avrete l’opportunità di mangiare prelibatezze raffinate ed eleganti in una cornice unica, sontuosa, colma di fascino e di mistero!

Quando arriverete, vi troverete davanti una vera e propria oasi! Un mulino del Quattrocento, un ruscello con delle cascatelle sul quale si affacciano i tavoli posizionati fuori, e un bellissimo giardino, con tanto di statue in stile palladiano, tante palme, luci, candele e musica soffusa .. se mangerete fuori come abbiamo fatto noi, alle vostre spalle avrete il Mulino in sasso, delle tende che svolazzano leggere e davanti l’acqua che scorre e il suo rumore.. se invece sarete ospitati all’interno delle sale, be’ allora gusterete i loro piatti completamente circondati da arazzi, sedute imbottite e ricoperte di broccati pregiati, soffitti a travi, elementi di arredo preziosi, d’antiquariato, e… nell’aria l’odore di pasta fresca e carne alla brace.

il mulinoil mulinoDurante i mesi estivi poi, avrete la possibilità di mangiare piatti tipici fatti sul posto il Giovedì sera; pietanze streetfood -ma con ingredienti nostrani – il Venerdì a cena, menù classico alla carta il Sabato e il dessert in omaggio la Domenica sera e a pranzo potrete far divertire i bambini con divertimenti vari dedicati a loro!

Naturalmente in questa meraviglia c’è posto anche per matrimoni, eventi vari, compleanni e altre feste! E ogni angolino diventerà una cartolina che parlerà di voi e dei vostri affetti!

Il tutto accompagnato da un’eleganza e una disponibilità, inusuali ormai al giorno d’oggi, del personale e dei proprietari, la Signora Isabella e il Signor Marco… Sì perché io e Riccardo siamo stati accolti non come ospiti ma come amici! Ci hanno fatto vedere l’intero stabile, ce ne hanno raccontato la storia, gli aspetti caratteristici, i misteri e parlando con loro abbiamo capito di quanto cuore ci mettano e di quanta forza abbiano … il tutto, nel suo insieme, di una bellezza sconcertante e di una raffinatezza di altri tempi.. di quella che solo al pensiero, ti fa venire il magone..

il mulinoI dettagli, tutti estremamente curati, dal rivestimento del Menù, al numerino del tavolo, alla scatolina per consegnare il conto, all’impiattamento, alle descrizioni dei piatti, alla storia del Mulino scritta tra le pagine della Carta, alla prima pagina della stessa, con una bellissima citazione di Anthelme Brillat-Savarin , alla scelta degli ingredienti stessi, dei vini e delle birre.

il mulinoInsomma.. ve lo consiglio vivamente!! .. noi abbiamo mangiato una buonissima Carbonara, degli strepitosi Strozzapreti con asparagi e pancetta affumicata, Ri ha bevuto una sublime birra Viola Рe credetemi, se lo dice lui vuol dire che ̬ buona davvero Рe dulcis in fundo una Fonduta di Cioccolata fondente buonissima con frutta fresca e biscotti secchi!

Andateci e ne rimarrete ammaliati! Per chi fosse incuriosito, può trovare maggiori informazioni e dettagli sul loro sito www.ristoranteilmulino.com, e se avete l’app, potete fare come noi e prenotare attraverso The Fork!!

 

Bon Appetit!

 

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Secondo Capitoeo. Marostega

settembre 20, 2016

Capitolo Secondo. Marostica

partita-18Oggi, in questo secondo Capitolo, vi parlerò della città di Marostica. Per descriverla in breve, potrei dire che è una cartolina storica nel presente. Marostica rappresenta il tempo che passa ma che non muta. Rappresenta l’attenzione e il rispetto per la sua storia, la sua tradizione, senza però fermarsi. Uno sviluppo che mantiene l’aspetto del tempo che fu. Marostica è regalità, eleganza, ricchezza. Marostica è il Galateo fatto città. Si respira aria di gioco durante i giorni della Partita a scacchi viventi e si respira compostezza e sicurezza nel quotidiano. partita-12La città si trova tra alcune delle tantissime perle venete, come Vicenza, Bassano del Grappa, Padova e si circonda di verdi colline. Il centro storico è molto curato e ben tenuto e le viuzze centrali brillano di puro fascino. Ci si muove tra distillerie, bar antichi, ristorantini tipici, negozi tradizionali e musei; tra la scacchiera marmorea della piazza del Castello e le Mura che sovrastano dall’alto; tra bandiere al vento maestose e gioiellerie artigianali.partita-10

La sera del sabato 10 Settembre abbiamo visto la Partita – essendo il 2016 unno pari – e la domenica mattina seguente ci siamo tornati per fare una passeggiata prima di tornare a Firenze; abbiamo fatto un aperitivo nel bellissimo, e di design, bar Cristal e dopo un giretto nelle vie principali, qualche foto e aver visto dal vivo con attenzione la scacchiera nella piazza, ci siamo messi di nuovo in viaggio.

La cosa che mi ha divertito molto, e a dire il vero anche sorpreso, è stato il fatto che durante la passeggiata con Riccardo ci guardavamo in torno per riuscire a capire se stavamo incontrando dei figuranti “in borghese” – dal momento che avevamo incontrato molti signori eleganti, con un bellissimo portamento -, e la prima idea che ci passava per la testa ogni volta era proprio:
chissà se lei o lui hanno sfilato ieri sera e se stanno andando a truccarsi per lo spettacolo del pomeriggio?
partita-14partita-11Ecco, ciò mi ha davvero fatto sorridere e mi ha fatto sentire leggera e serena; in più gli spalti montati, ma spogli, mi hanno fatto immaginare, con inaspettata suggestione, come si potessero sentire i partecipanti del corteo uscendo.. in
mezzo a 3600 spettatori!

Cosa aggiungere? .. be’ che spero di tornarci presto, e spero che tali borghi, o città, o paesi continuino a essere valorizzati e ben tenuti come nel caso di Marostica.. Spero soprattutto che vengano mantenute le tradizioni, o le rievocazioni storiche, o le feste paesane di qualsiasi tipo, dal momento che le caratterizzano, le raccontano, le accomunano unendo i propri cittadini e le mantengono vive.

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1st Chapter: L’eleganza di Scarperia

luglio 27, 2016

Da tempo avevo intenzione di scrivere un articolo che riguardasse un paese storico nei dintorni di Firenze.. perché sinceramente adoro questi posti e non amo molto la città..

Amo visitare ciò che circonda Firenze e Siena, in quanto credo che in questi luoghi si concentrino mille storie, mille stili, mille tradizioni, mille colori e ognuno goda di orizzonti diversi! E oggi ho deciso di parlarvi di Scarperia, nelle colline mugellane. Spesso con Riccardo facciamo andiamo a farci una passeggiata – dista circa una mezz’oretta da Firenze -. Ci andiamo per mangiare il famoso tortello con dentro le patate e poi ne approfittiamo per passare qualche ora girando e scuriosando per il paese.  imageIn più oggi è il suo Compleanno, perciò mi faceva particolarmente piacere parlare di un posto che adora anche lui – è un po’ come un mio regalo per lui -. 😉

A Scarperia io credo che regni l’eleganza e la compostezza, la pulizia e la gentilezza. Ovunque tu vada, dalla gelateria alla sagra, al museo di Palazzo Vicari, alle botteghe di coltelli – arte caratteristica del paese -, a un bellissimo e curatissimo giardino centrale, tu trovi semplicità e disponibilità. Adoriamo passeggiare semplicemente per le vie principali, o rimanere seduti nella piazza dei Vicari, dove si affacciano la Chiesa dei SS. Jacopo e Filippo e l’Oratorio trecentesco della Madonna in Piazza, o proseguire costeggiando le antiche Mura. image

Facendo le foto che ho deciso di inserire in questo articolo, mi ha davvero incuriosito il Palazzo dei Vicari, di cui la facciata e l’atrio sono adornati, o per meglio dire costellati, da una moltitudine di stemmi. Informandomi mi è stato detto che questi rappresentavano ognuno un Vicario che ha governato Scarperia e sono così tanti perché le loro cariche duravano solo sei mesi. Personalmente, in particolare, ero rimasta affascinata da quelli in terracotta invetriata delle botteghe dei Della Robbia – famosi appunto per questa tecnica e per tale motivo da subito riconoscibili grazie ai colori e ai luminosi limoni -.image

.. Se avrete deciso di farvi una passeggiata o un soggiorno a Scarperia, magari, perché no, incuriositi da questo articolo, e vorrete ulteriori informazioni, su internet potete trovare il sito della ProLoco di Scarperia e altri riferimenti in diversi siti specializzati in arte, storia, turismo in Toscana, e così via.
Io, come sempre, vi ho descritto le mie impressioni e la mia esperienza.. Adesso guardo quando sarà la prossima Sagra del Tortello, che ormai è diventata un obbligo per noi! .. Poi posterò due fotine per farvi venire l’acquolina in bocca 😉

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Un weekend nel verde di Mantova

giugno 27, 2016

Un sabato pomeriggio. Lo scorso. Siamo partiti col mio ragazzo e siamo andati a Mantova. Siccome domenica 26 c’è stato il GP di Lombardia del Mondiale motocross, ne abbiamo approfittato e siamo scappati via il giorno prima. Avevo prenotato in precedenza una graziosissima camera presso la residenza agrituristica Corte Mondina, a Gazoldo degli Ippoliti, così da poter raggiungere velocemente la mattina della domenica il Crossodromo e da poterci rilassare un attimo il sabato sera.. fienileAvevo letto delle recensioni ottime sui vari siti internet e la cosa che mi aveva colpita, essendo per passione arredatrice e amando alla follia tutto ciò che riguarda questo settore, il contrasto attento e preciso che i proprietari avevano scelto per la loro struttura – non si sa bene quando sia stata costruita, mgattoa si crede fermamente che esistesse già dai primi decenni dell’ Ottocento -; mi spiego meglio riportando – come sempre – alcuni esempi che ho potuto vedere personalmente una volta arrivati alla Corte:
cucina moderna in acciaio, con bancone lavoro centrale alla stanza, dove la mattina poggiano torte, brioche, marmellate, bevande varie, stoviglie, teiere, frutta e tutto l’occorrente per far colazione; davanti a questo poi dei tavoli quadrati in stile tradizionale e grezzi, sedute classiche in stile contadino e credenza rigate e calde, a lato due sgabelli rossi Mezzadro dei fratelli Castiglioni – a forma di sedile di trattore – , e come illuminazione, accanto al bancone, due lampade Campari Light di Ingo Maurer; uscendo dalla cucina un bellissimo salone con travi a vista, poltrone bianche e faretti minimal, poi la meraviglia delle meraviglie, la mia parte preferita: il portico coperto! All’arrivo, siamo rimasti letteralmente affascinati da tale resede! Prima un vecchio fienile e spazi per le stalle sottostanti, ora zona living e reception con sedie di ferro e poltrone di legno, cuscini bianchi, e poi cotto, legno grezzo, sassi a vista non trattati, qualche fiore, un’edera e un gatto bellissimo sornione sul tavolo. Niente di più! Uno stile minimale, ma esageratamente chic ed elegante. Maestose altezze e rifiniti particolari. La bellezza. Una dimora che ha quasi due secoli – Azienda Agricola che per prima, nella zona mantovana, ha iniziato a coltivare i frutti di bosco – .. e la sua ricchezza ritrovata.
Davanti le camere; in un’altra struttura, separata e ristrutturata, totalmente intonacata e liscia, sempre per marcare il contrasto con la zona di cui vi ho parlato prima – che invece fuori ha mantenuto la sua forma ed estetica originali –bagno. Le camere sono semplici, lineari, con pareti, o arredi, o accessori colorati, travi a vista, bagni moderni e di design, suite classiche e chic; le scale che portano alle varie camere sono in granito e davanti al portone d’entrata c’è un bellissimo lastricato in terracotta, con due poltrone di legno e dei vasi con piante da frutto. camereLa sobrietà regna in questo posto e qualche insetto, farfalla, moscerino e la tranquillità dell’aperta campagna ci riportano alle nostre zone – mie e di Riccardo – che circondano le terme di Saturnia. La gentilezza e la cordialità nell’ospitarci  hanno reso il nostro soggiorno speciale e sereno.. Ah dimenticavo: per la cena abbiamo chiesto al signore che ci ha accolto e su suo consiglio siamo andati a mangiare all’Osteria di Cimbriolo. Anche in questo caso, ottima cucina tipica, bellissima location – anche questa riprendeva le fattorie e le aziende tipiche del posto – e personale molto gentile.

… La semplicità rende le cose, i posti, le persone, gli eventi, unici e indimenticabili!

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A tavola!

maggio 25, 2016

Non abbiamo niente in casa, ma questa sera vorremmo proprio organizzare una bella cenetta… mmmh cosa fare? Niente panico! Anche questa volta bastano poche cose per fare bella figura! Tutto ciò che serve, come sempre, è tanta volontà, voglia di fare, e allegria! Per prima cosa dobbiamo pensare a cosa fare per cena, e per questa parte sicuramente avrete a disposizione mille idee, ricette jolly, siti internet, consigli da mamme, amiche, parenti..quindi non vi annoierò trattando pure io di tali argomenti – sicuramente i miei consigli potrebbero essere di modestissima utilità, in quanto non sono una cuoca molto ‘ferrata’ ecco, anche se effettivamente, devo ammettere che sto migliorando 😉 -.
Passo quindi direttamente allo step successivo, ossia all’arredo e alla preparazione della tavola! In fondo non dobbiamo fare solo bella figura al livello gastronomico, ma dovremmo dedicare la stessa attenzione anche alla parte estetica, quindi alla presentazione della tavola e al decoro. Ora, alla base ci devono sempre stare la nostra eleganza, il nostro buon gusto, la nostra discrezione e soprattutto la nostra gentilezza. Una volta dato per scontato e per certo tutto ciò, possiamo passare a scegliere lo stile della serata: elegante chic, country rustico, bucolico glam, marino, minimal moderno, industrial chic, shabby, monocromatico, prezioso, Anni ’50, gipsy colorato, orientale, e così via – più ci si pensa e più ne vengono in mente -.
A questo punto.. dobbiamo spremere le meningi e capire cosa abbiamo a casa che può essere utilizzato e riconvertito in base alle nostre necessità, senza dover per forza impazzire cercando negozi che ci possano soddisfare da raggiungere a corsa all’ultimo momento.. Che ne so, per esempio cerchiamo tra i recipienti – ceramica, vetro, cristallo, terracotta, metallo, plastica, resina, colorati, monocromo, sfumati, trasparenti, decorati – o ceste di rafia o di Vimini, e poi pensiamo alle posate che abbiamo nei cassetti, ai piatti, ai bicchieri, ai sottobicchieri, ai fermatovaglioli, ai segnaposto, ai tovaglioli e tovaglie o tovagliette o runner; alle candele, ai candelabri o candelieri, ai fiori, a decorazioni varie – perle, gemme, sassolini, granella, swarovskini.
Infine, in base a ciò che abbiamo a disposizione vediamo se possiamo seguire lo stile a cui avevamo pensato, altrimenti ne creiamo uno tutto nostro! Quindi tovaglie o runner di lino per uno stile o marino, o bucolico, o country, o minimal; quindi candele e portacandele in metallo oro, bronzo, argento, per uno stile shabby chic, o country chic, o a contrasto con un industrial, o per uno stile ricercato e prezioso – da abbinare per esempio a stoviglie decorate ed eleganti, a bicchieri colorati trasparenti di varie misure e fattezze; oppure forme geometriche e lineari per uno stile nipponico o cinese moderno e minimal, rigoroso e preciso – magari muovendoci tra i color nero, arancione caldo, lampone, fragola, bordeaux; oppure se abbiamo delle stoviglie o delle bottiglie antiche di nonne o bisnonne, potremmo utilizzarle o con altri accessori simili oppure metterli in contrasto a un contorno moderno e monocromo. Se invece magari amiamo uno stile francese, provenzale, o neoclassico e aureo, allora ci muoveremo tra tessuti pregiati, velluti, sete, rasi, taffetà, lini caratterizzati o da scelte di un solo colore, o da mille fiori ton sur ton, o a righe, o a piccoli pois, o damaschi.
A questo punto non mi rimane che augurarvi di nuovo un buonissimo lavoro e una buonissima cena! In fondo abbiamo ancora un bel po’ di tempo per preparare una bella cenetta e per apparecchiare la nostra tavola a costo zero e piena di charme!