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Secondo Capitoeo. Marostega

settembre 20, 2016

Capitolo Secondo. Marostica

partita-18Oggi, in questo secondo Capitolo, vi parlerò della città di Marostica. Per descriverla in breve, potrei dire che è una cartolina storica nel presente. Marostica rappresenta il tempo che passa ma che non muta. Rappresenta l’attenzione e il rispetto per la sua storia, la sua tradizione, senza però fermarsi. Uno sviluppo che mantiene l’aspetto del tempo che fu. Marostica è regalità, eleganza, ricchezza. Marostica è il Galateo fatto città. Si respira aria di gioco durante i giorni della Partita a scacchi viventi e si respira compostezza e sicurezza nel quotidiano. partita-12La città si trova tra alcune delle tantissime perle venete, come Vicenza, Bassano del Grappa, Padova e si circonda di verdi colline. Il centro storico è molto curato e ben tenuto e le viuzze centrali brillano di puro fascino. Ci si muove tra distillerie, bar antichi, ristorantini tipici, negozi tradizionali e musei; tra la scacchiera marmorea della piazza del Castello e le Mura che sovrastano dall’alto; tra bandiere al vento maestose e gioiellerie artigianali.partita-10

La sera del sabato 10 Settembre abbiamo visto la Partita – essendo il 2016 unno pari – e la domenica mattina seguente ci siamo tornati per fare una passeggiata prima di tornare a Firenze; abbiamo fatto un aperitivo nel bellissimo, e di design, bar Cristal e dopo un giretto nelle vie principali, qualche foto e aver visto dal vivo con attenzione la scacchiera nella piazza, ci siamo messi di nuovo in viaggio.

La cosa che mi ha divertito molto, e a dire il vero anche sorpreso, è stato il fatto che durante la passeggiata con Riccardo ci guardavamo in torno per riuscire a capire se stavamo incontrando dei figuranti “in borghese” – dal momento che avevamo incontrato molti signori eleganti, con un bellissimo portamento -, e la prima idea che ci passava per la testa ogni volta era proprio:
chissà se lei o lui hanno sfilato ieri sera e se stanno andando a truccarsi per lo spettacolo del pomeriggio?
partita-14partita-11Ecco, ciò mi ha davvero fatto sorridere e mi ha fatto sentire leggera e serena; in più gli spalti montati, ma spogli, mi hanno fatto immaginare, con inaspettata suggestione, come si potessero sentire i partecipanti del corteo uscendo.. in
mezzo a 3600 spettatori!

Cosa aggiungere? .. be’ che spero di tornarci presto, e spero che tali borghi, o città, o paesi continuino a essere valorizzati e ben tenuti come nel caso di Marostica.. Spero soprattutto che vengano mantenute le tradizioni, o le rievocazioni storiche, o le feste paesane di qualsiasi tipo, dal momento che le caratterizzano, le raccontano, le accomunano unendo i propri cittadini e le mantengono vive.

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Primo Capitoeo: “Ea Partia a Scachi de Marostega”

settembre 13, 2016

Primo Capitolo: La Partita a Scacchi di Marostica

Ogni secondo weekend di Settembre, nei soli anni pari, viene giocata nella piazza del Castello a Marostica la famosa – e bellissima – Partita a Scacchi con personaggi viventi.. Siccome per la prima volta ci sono andata da piccolina con i miei e ricordo che non avevamo potuto vederla per il fatto che l’anno era dispari, mi ripromisi che prima o poi ci sarei tornata! .. E quest’anno, essendo di numero pari, non potevo mancare a tale promessa!
partita-1

Sabato pomeriggio siamo partiti da Firenze col mio ragazzo e siamo andati a Marostica, nel meraviglioso e regale Veneto. Avevo prenotato i biglietti molto tempo fa, in quanto il sold out è assicurato da sempre! Una volta arrivati sul posto abbiamo trovato una stupenda organizzazione e molta gentilezza tra le persone dello staff. Ci siamo messi a sedere sulle nostre poltroncine e il gioco è iniziato, con puntualità, alle 21:15, con due frecce che hanno fatto infiammare tutto il contorno della scacchiera marmorea della Piazza. Spiazzante! Sul sito ufficiale della Partita avevo letto la storia, e in breve ve la riassumo: Nell’anno 1454, quando Marostica era una delle Fedelissime della Repubblica di Venezia, due guerrieri, Rinaldo d’ Angarano e Vieri da Vallonara, si erano innamorati contemporaneamente della bella Lionora, figlia del Castellano Taddeo Parisio. Quest’ultimo, volendo evitare di perdere uno dei due valorosi combattenti nel duello prefissatosi, decise di arrivare alla vittoria – e quindi al matrimonio tra la bella figlia maggiore e uno dei due guerrieri – tramite una partita a scacchi; ordinò che tutto avvenisse nella Piazza del Castello, in mezzo ai nobili e al popolo intero, con pezzi viventi, in carne e ossa. I due giovani avrebbero proceduto con una vera e propria partita e le “pedine” mosse sarebbero state imitate da quelle viventi sul pavimento a scacchiera della piazza.partita-9
L’intera rievocazione viene recitata nella lingua dell’epoca del posto, ma se si segue attentamente e si conosce a grandi linea la storia, si può facilmente seguire il filo dell’intera interpretazione..
La piazza può contenere circa 3600 posti a sedere e ci sono circa 600 figuranti. Tutto viene curato nei minimi dettagli e tutto rappresenta fedelmente ogni aspetto della vita nella piazza di allora. Ogni angolo, ogni banchetto, ogni teatrino, ogni saltimbanco, ogni musico, ogni danzatrice, ogni messer, ogni cavaliere, ogni arciere, ogni sbandieratore, ogni nobile diventa un pezzo portante di un puzzle enorme e dietro a ciascuno di questi ci sono altrettanti truccatori, sarti, parrucchieri, registi, fonici, scenografi, e molto altro ancora.
partita-3Personalmente adoro, amo questo tipo di manifestazioni in costume. Certe rievocazioni mi affascinano! Credo fermamente però, che si debba oggettivamente riconoscere – e stimare – il lavoro enorme che si muove dietro tre giorni, per un totale di quattro rappresentazioni, ogni anno pari nella piazza del Castello a Marostica – negli anni dispari la partita viene rievocata all’estero e sul sito ufficiale si possono trovare le varie città che l’hanno ospitata -. Per ogni uscita, ogni partita – che in tutto dura circa 2 ore -, si snodano mesi e mesi di organizzazione, di problematiche varie, di contrattempi, di imprevisti, di vite di tutti i giorni. Perciò ribadisco, tali “patrimoni” devono assolutamente essere sostenuti il più possibile, in modo da non vederli perire. Sono dei veri e propri pezzi di storia nella storia stessa e riescono a insegnare tante cose, a grandi e piccini.
E’ uno spettacolo vero e proprio, pieno di colori, fuochi d’artificio, bandiere al vento, musiche, colpi di scena, vestiti meravigliosi e cavalli perlati.

… E per chi ha deciso, o deciderà, di essere presente a una delle rappresentazioni, per due ore verrà catapultato nella bellissima e affascinante Marostega del 1454. E che il guanto sia gettato!

Parisio sollecita i due avversari: “Zughè prudenti e arditi con saldo cuor et intrepida fè. Missieri a Vù. Senteve e scomiziè.”

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Bozen & Meran

agosto 31, 2016

Eccoci qua.. con un nuovo articolo su uno dei miei viaggetti in Italia. Oggi vi vorrei raccontare del mio weekend passato fa tra Merano e Bolzano.. Si trattava di fine Settembre di due anni fa e con un una mia amica abbiamo deciso di andarcene tre giorni in Trentino Alto Adige.. Abbiamo viaggiato con le frecce e ci siamo godute dei panorami assurdi senza aver l’ansia di guidare e soggiornato nel bellissimo Hotel Windsor – accoglienza splendida, forse sarò di parte, in quanto il proprietario mi aveva chiesto dei consigli per arredare il loro nuovo appartamento -, a due passi dalla Terme di Merano e dal centro; per pranzo mangiavamo o dei panini o dei brezel – o pretzel – locali ripieni girando tra chioschetti tipici.. mentre per cena sceglievamo ogni sera un posto diverso.. essendo in due, e non mangiando tantissimo, decidemmo di non badare a spese, prediligendo così ristorantini eleganti e sciccosi 😉 la prima sera scegliemmo il Roemerkellepanoramica-roemerkellerr sotto i Portici in centro: staff gentilissimo, cordiale e molto giovane! Locale bellissimo e d’impatto! Poi abbiamo mangiato nel noto ristorante meranoKallmunz in piazza della Rena! Tante lucine incorniciavano gli archi e gli alberelli spogli fuori..sembrava di stare sedute dentro un quadro!

Durante il nostro viaggio abbiamo visitato i magnifici ed enormi Giardini di Castel Trauttmansdorff, che nonostante il periodo non tipico per la fioritura e i colori accesi, rappresentano sempre un’attrattiva unica! Ogni stagione rivela tramite questi giardini la sua caratteristica bellezza e la sua perfezione.. all’interno poi ci sono serre con varie temperature, così si possono vedere tantissime varietà di piante e fiori, dalle orchidee fiorite d’autunno, alle piante grasse, agli alberi da frutto, alle piante carnivore, agli arbusti profumati e spontanei! giardini-merano-Un incanto da qualsiasi visuale! In più, se si vuole, che si ha tanto fiato e tanta forza nelle gambe, c’è un bellissimo affaccio sul vuoto in alto, da cui si può vivere un’esperienza unica.giardini-merano L’Imperatrice Sissi trascorse due dei quattro soggiorni di cura trascorsi nelle Terme di Merano proprio nel Castel Trauttmansdorff e oggi si possono visitare le stanze che la ospitarono.

Anche noi siamo andate al centro termale e sinceramente siamo rimaste piacevolmente colpite dall’estetica della struttura, dove regna la modernità e la linearità, ma non siamo rimaste molto convinte terme-merano-dell’organizzazione e dell’accoglienza dell’intero staff..
Comunque, di fatto, le consiglio! Dal momento che sono a prescindere delle bellissime Terme – non aspettatevi un comprensorio come quello delle Terme di Saturnia, vicino a dove abito io, dove ci sono sia il parco piscine con la spa che le cascate naturali -, con delle grandi piscine di acqua calda interne ed esterne, anche se quest’ultime, tra parentesi, venendo già da metà settembre chiuse, non abbiamo potuto viverle.

Bellissime poi sono le Passeggiate d’Estate e d’Autunno lungo il fiume Passirio a Merano e la via Tappeiner, il Duomo (Chiesa parrocchiale di San Nicolò), la Wandelhalle – che con la bella stagione di ricopre di migliaia di fiori tutti diversi -, meranoil Teatro Puccini, e i vicoletti sotto i Portici, che si animano di turisti di giorno in giro a fare shopping nei negozi di lusso e di sera dai giovani che vanno a passare una serata tra amici nei bellissimi pub tipici del luogo.

Siamo andate poi a Bolzano, sempre spostandoci con i mezzi pubblici locali – puntuali, frequenti, puliti e rispettosi della natura -,bolzano-fiori- dal momento che io la adoro e la mia amica non c’era mai stata; mi è dispiaciuto il fatto che fosse un periodo dell’anno un po’ morto, ma nonostante ciò è sempre meravigliosa!bolzano

.. Bolzano è bellissima soprattutto in primavera, quindi in sostanza a partire da marzo, o nel periodo Pasquale, quando tutte le piazzette sono piene di colori e profumi, perché adornate da tantissimi fiori: nella piazza Walther il famoso mercato dei fiori, nelle aiuole, nei chiostri, in ogni angolino, nei vasi lungo le passeggiate!.. e i negozi poi… oh i negozi sono una meraviglia! sono una tavolozza profumata! Piante, fiori, mazzolini, che dall’interno escono fuori con splendida armonia!
merano

Tutti i paesi che ho visto nel Trentino Alto Adige sono tenuti benissimo, puliti, ordinati, seguiti, ristrutturati, valorizzati – adoro Canazei, Moena, Trento, Cortina d’Ampezzo -! Ogni angolino, ogni scorcio è magico e se si ama fare le foto, non faremo di certo fatica nel pienare la nostra SD! Ogni scatto sarà una perfetta cartolina! Basterà aggiungere un francobollo!

Ciò che mi ha incantato di più di questi posti è il fatto che sento sempre la presenza di regalità e maestosità; si sente che lì, proprio dove si sta camminando, in altre epoche ci sono passati regnanti, principesse e principi, nobili e artisti. Si sente nell’aria questa “pesantezza” e si ha sempre ‘paura’ di non esserne all’altezza! Ovunque ti giri ti puoi trovare davanti o accanto monumento e statue di qualcuno di questi, come per esempio quello dedicato all’Imperatrice Sissi all’inizio della Passeggiata d’Inverno; e poi ancora targhe di maestri e musici illustri, decorazioni e riferimenti – anche nel cibo come le famose Palle di Mozart – a regnanti e a periodi storici aulici… e tutto sembra che sia rimasto a quel periodo! La perfezione, l’eleganza e la regalità delle strutture come il famossissimo e rinomato Kurhaus in stile liberty – dove hanno girato il film Il Principe Abusivo -, le Terme, il Municipio, i campanili delle chiese, le Apotheken, alcuni negozi di mastri, gioiellerie, viuzze, portici, dipinti sulle facciate delle abitazioni.

P.S. Noi non abbiamo fatto in tempo, ma una tappa molto curiosa sarebbe a Foresta, una frazione di Lagundo, dove potrete trovare la fabbrica della birra Forst! 😉

Ogni angolo un regno, ogni aiuola un giardino all’italiana in miniatura, ogni piazza un’intera, maestosa opera d’arte.

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Rogino va in Umbria!

agosto 18, 2016

Salve a tutti e buon rientro per chi in questi giorni, come me, è già tornato da un viaggio, o dal paese di origine, o semplicemente a lavoro dopo essersi rilassato un po’ a casina.
Da oggi si riparte anche con gli articoli e ripasseremo del tempo insieme! Per cominciare mi farebbe piacere raccontarvi della mia mini vacanza in Umbria, con Riccardo e il nostro cagnolino Roger, per noi Rogino.
Fino all’ultimo non sapevamo se saremmo potuti partire, e quanti giorni avremmo avuto, quindi ci siamo ritrovati – come tantissime persone al giorno d’oggi – a dover organizzare tutto in pochissimo tempo. Una volta venuti a conoscenza che avremmo avuto a disposizione una settimana, abbiamo deciso di stare tre notti in vacanza e quelle restanti a casa dalle nostre famiglie vicino a Saturnia. Avendo poco tempo, abbiamo pensato di non allontanarci molto da Firenze, così siamo andati su Google Maps e abbiamo immaginato varie mete; trovando quasi tutte le strutture già complete, abbiamo optato per l’Umbria, perché vicina sia a Firenze, che a Saturnia, avremmo potuto spostarci liberamente con la macchina, saremmo stati in mezzo alla natura come piace a noi, e non ci sarebbe stato bisogno di programmare le giornate e prenotare vari biglietti.tramonto fonte pecciano Personalmente amo il mare, e visto che quest’anno ancora non l’ho visto, abbiamo pensato di andare in un paese vicino al Lago Trasimeno, per poterci fare un bagno spostandosi di poco dalla struttura. Abbiamo cercato.. e in primis abbiamo pensato di fermarci a Todi, visto che con la macchina avremmo potuto raggiungere il Lago in poco tempo; un appartamento grazioso, al centro del paese. Successivamente però abbiamo deciso di portare con noi Roger, così da non doverlo lasciare ai genitori di Riccardo e abbiamo dovuto cambiare la prenotazione, dal momento che la struttura precedente non accettava gli animali. Così, dopo aver cambiato la nostra idea di viaggio, ci siamo spostati idealmente proprio a due passi dal Lago Trasimeno: Castiglione del Lago. Abbiamo trovato una struttura con un appartamento ancora libero che ci avrebbe permesso di portare con noi Roger, Fonte Pecciano 1856, e dopo qualche giorno siamo partiti. Una volta arrivati a Castiglione del Lago, precisamente a Casamaggiore, abbiamo mangiato sulla riva al volo – una fetta di pane con un po’ di mortadella fresca, noi amiamo mangiare così 😉 -, fatto una bella passeggiata e infine raggiunto la struttura per cena. Bellissimo casolare in mezzo alle colline con una piscina panoramica dove rifletteva il tramonto.
Una volta entrati nell’appartamento ci siamo accorti che mancavano la televisione e internet! E lì.. panico totale! In mezzo al niente, senza nessun intrattenimento! Ma infondo..ciò che volevamo era un po’ di relax, nessun programma, nessun orario
. Il giorno dopo siamo tornati, dopo aver fatto colazione con calma, a Castiglione del Lago, dove abbiamo fatto una bella passeggiata in un’altra zona rispetto al giorno prima e abbiamo pranzato sulla spiaggia al famoso e rinomato ristorante e lounge bar PepeRosa; buonissimo! Io pici fatti a mano con crema di tartufo, Riccardo spaghetti con pachino e vongole e insieme una frittura mista… E soprattutto, questo ristorante ci ha dato la possibilità di mangiare fuori con il canino!! Sì perché, panicalela cosa che ci è dispiaciuta di più, è che la parte di lungolago dove eravamo noi non vietava l’acesso agli animalini, ma era la sola porzione che noi personalmente abbiamo visto senza cartelli! Il resto, che avevamo curiosità di vedere, era tutto offlimits per i cani!  Sinceramente, al giorno d’oggi, non tollero certe cose e ogni volta che mi ci trovo davanti, ne rimango delusa, perché spero che le cose finalmente siano cambiate quando ne sento parlare dai media.

Il giorno dopo i proprietari della struttura ci hanno consigliato di andare a Panicale al tramonto e a Paciano; così con calma siamo partiti e abbiamo fatto tale itinerario. Ci ha particolarmente colpito il primo, dal momento che aveva un affaccio completo sull’intero Lago Trasimeno e la parte storica era davvero una bomboniera: piccolo, raccolto, ben tenuto, curato, molto particolare e caratteristico!

rogino…A dire il vero noi siamo abituati a certi borghi, avendo a pochi km Pitigliano, Sovana, Sorano.. ma ci fa sempre piacere vederne di nuovi, dal momento che ognuno è diverso e unico.. e in Italia ne abbiamo davvero tanti! E molto spesso, quelli meno conosciuti, sono quelli più caratteristici e affascinanti!

L’indomani mattina, dopo aver fatto colazione, siamo partiti per rientrare dalle nostre famiglie.
In generale siamo stati molto bene, ci siamo rilassati prendendo il sole in piscina e passeggiando nella natura, ma non ci aspettavamo di trovare così tante limitazioni per il fatto di avere con noi un cagnolino. Ciò mi è dispiaciuto molto.

… a parte questo, di lato potrete notare una fotina di Roger appoggiato a una scultura sulla riva del Lago Trasimeno.. abbiamo riso così tanto per farla – Riccardo lo stava sostenendo dietro tenendolo in braccio – e nel guardare il suo sguardo e la sua espressione, che ci facevano male le mascelle!! 😉 quanta gioia danno questi esserini! Come si fa a non volerli sempre accanto?!

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2nd Chapter: il Mugello Circuit & il Lago di Bilancino

agosto 1, 2016

Pochi giorni fa vi ho parlato del bellissimo paese di Scarperia, e oggi vorrei concludere questa breve parentesi sui viaggi raccontandovi il motivo per cui, domenica scorsa, eravamo partiti da Firenze: il mio ragazzo è fissato – penso come la maggior parte del mondo maschile – con i ‘motori’, come dice lui e ama andare di persona a vedere le varie gare e categorie in giro per l’Italia – per il momento si è fermato entro i confini nazionali.. ma non so fino a quanto resisterà 😉 – .. e così, quando posso cerco di assecondarlo, accompagnandolo o organizzando un breve viaggio ad hoc. In realtà non è che sinceramente faccia molto fatica a seguirlo in questa sua passione, dal momento che sono cresciuta tra le moto, visto che mio babbo ha imparato prima a guidare una di queste che a camminare. 😉lago bilancino

Quella domenica ci sarebbe stato l’ ACI Racing all’Autodromo del Mugello, praticamente a pochi minuti di macchina da Scarperia; così la mattina siamo partiti da casa e una volta raggiunto il Mugello Circuit abbiamo guardato tutte le gare di tutte le categorie possibili immaginabili – in più ci siamo, soprattutto Riccardo, e diciamo pure per colpa mia, ustionati bene bene -, poi una volta finito l’evento abbiamo deciso di farci il nostro solito giretto nel centro di Scarperia – come vi avevo raccontato -, per poi tornare per cena a Firenze – eravamo troppo stanchi e abbrustoliti per mangiare fuori -.
lago bilancinoIo conoscevo già questo famoso Autodromo, dal momento che per molti anni sono andata con mio babbo a vedere il MotoGp; Riccardo, invece, non c’era mai stato in precedenza. Per lui è stato da subito amore a prima vista, così, da più di un anno a questa parte, ogni occasione e ogni evento sono buoni per tornarcene a fare un giro al Circuit. 😉

L’Autodromo del Mugello, come molti meglio di me sapranno, è uno dei circuiti più sicuri e più attrezzati del mondo; è tra i più grandi e all’avanguardia, e alla detta di piloti, più o meno professionisti, è tra i più belli, ‘gustosi’ e spettacolari da percorrere. Inoltre permette una gran varietà di manifestazioni praticamente durante tutto l’anno, escludendo pochi brevi periodi – prove di F.1, delle case leader nel Mondiale MotoGP e del Mondiale Superbike, di case automobilistiche e motociclistiche nazionali ed internazionali, la Formula 5.000, la Formula 3.000, la Formula Due, il Fia-Gt.ROTOBALLE
LEPREIn particolare, questo Autodromo permette di divertirsi anche a coloro che non sono proprio così fissati coi ‘motori’, dal momento che ci sono molte aree picnic circostanti al circuito – ci sono anche dei barbecue in muratura da utilizzare liberamente e autonomamente -, delle vaste e ben curate aree verdi dove potersi sdraiare e riposare e i bagni sono abbastanza comodi e vicini, e anche quelli ben tenuti – cosa sicuramente non da poco in questa tipologia di location, dove di solito, se ti va bene, ci sono dei bagni chimici sparsi qua e là e non proprio in perfette condizioni -, e poi possono entrare e sostare sia i camper che le auto e si possono portare gli animalini – al guinzaglio – con sé.

Ulteriore cosa, non da poco, è che durante tali manifestazioni, ovvio non il Moto Gp, l’entrata nel prato e nel paddock è gratuita – accedendo ai prati in diversi punti si può praticamente vedere l’intero circuito -, mentre per le tribune si paga qualche euro, ma nulla di esorbitante.

Tutto ciò per dire che se si decide di passare una domenica al Mugello, si deve tener presente che non si spenderanno centinaia di euro, che ci si potrà stare fino a tardi pomeriggio, che si può portare la nostra auto – o altri mezzi – praticamente fino a dove vogliamo fermarci – e con questo intendo il prato ovviamente -, che ci si può divertire in compagnia anche se non ci piace questo tipo di sport e che siamo in mezzo alla natura e a paesaggi bellissimi – sul sito ufficiale del Mugello Circuit si parla di cinquemila metri quadrati di spazi verdi -, respirando aria buona – in quelle zone, alle pendici del Monte Gazzaro, sgorga la famosa, e a mio parere buonissima, acqua Panna per esempio -.

lago bilancino

In più, volendo vicino ci sono tanti paesini – ovviamente io vi ricordo Scarperia, ma perché ci sono fissata -, e poi c’è il bellissimo Lago di Bilancino (lo potete vedere nelle foto che ho inserito), con la famosa diga, su di questo poi si affacciano numerose ville, come la Villa Medicea di Cafaggiolo e il Castello del Trebbio, e a pochi km si può o andare all’Outlet del Barberino o riprendere l’autostrada per spostarci un po’, magari dopo aver ‘parcheggiato’ gli uomini del gruppo dentro all’Autodromo … per poi ritornarli a prendere a fine giornata 😉

Come sempre, per maggiori informazioni, ci sono sia il sito ufficiale, che altri riferimenti nei vari siti web che si possono trovare facilmente cercando su internet.

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Sapor Konnubio

luglio 28, 2016

Salve a tutti!
Oggi voglio condividere con voi una bellissima esperienza che abbiamo vissuto con Riccardo ieri sera. Per festeggiare il suo compleanno avevo scelto, a seguito di una minuziosa e lunga ricerca online, un ristorantino carinissimo nel centro di Firenze, dalle parti di Santa Croce, precisamente lungo Corso Tintori: Konnubio. Locale chic, elegante, ben arredato, colori ton sur ton, tante recensioni, tutte ottime, ristorante di alto livello che da però la possibilità di mangiare anche un’ottima pizza, ambiente accogliente e giovanile.

Decido così di telefonare per prenotare un tavolo e, spiegando che si sarebbe trattato di un compleanno, chiedo se fosse possibile avere un posticino carino.. il signore con cui ho parlato mi risponde che non ci sono assolutamente problemi in più mi chiede se mi avrebbe fatto piacere un dessert preparato ad hoc per la serata.. a dire il vero, sinceramente, ne sono rimasta davvero piacevolmente colpita. Accettata questa proposta rimaniamo per il 27 Luglio alle ore 21:00.

Così, ieri sera siamo andati al Konnubio; una volta entrati, ci hanno lasciato la possibilità di scegliere un tavolo, rimanendo a nostra totale disposizione. Da mangiare abbiamo scelto per me dei ravioli ripieni di patate e per Riccardo la pizza Capri, con pomodorini e mozzarella di bufala.. e in men che non si dica i piatti erano già pronti, fumanti sul nostro tavolo. konnubio firenzeIl mio era davvero meraviglioso; saporito, ma allo stesso tempo delicato e cremoso. La pizza era una tavolozza, profumata e genuina, cotta nel forno a legna.konnubio firenze Mentre stavamo mangiando si respirava tranquillità, serenità, pacatezza… un ambiente silenzioso, con una musica in sottofondo ben scelta, un personale professionale, gentile, giovane e alla mano.

Naturalmente, come sempre, da quando sono entrata non ho fatto che scrutare, studiare, carpire, osservare l’arredamento! Be’..vi dico solo che è stata la prima cosa che mi è saltata all’occhio nella mia ricerca del locale, ed è stato quello che mi ha convinta poi ad andare avanti una volta lette le ottime recensioni; Sapete ormai che per ‘deformazione professionale’ sono molto pignola e attenta ai dettagli, e per fortuna – talvolta diventa un po’ un problema a dire il vero – colgo subito locali, o altre strutture ricettive di vario genere, che portano avanti fino in fondo uno stile, uno ‘status quo estetico‘.

Ecco, Konnubio rappresenta in pieno uno di questi, in quanto si riconosce da subito che si tratta di quel ristorante, sia che tu vada in quello in via dei Conti, che in quello dove siamo stati noi, in Corso Tintori: colori caldi, grezzi, naturali, che riprendono le sfumature della terra, della sabbia, del cacao, del cotto, del legno, della iuta, del lino; un ambiente fusion, che mixa lo stile industrial al country chic, lo shabby al minimal, per arrivare allo zen. Provo a spiegarmi meglio: niente quadri, ma solo giochi di luci e ombre e contrasti cromatici, niente tende, niente tappeti, sui tavoli tovaglioli di stoffa, tovagliette che riprendono il colore della pelle e dello whisky, poltroncine imbottite e impunturate, tavoli di legno e ferro battuto anticati e spazzolati, sedute Tolix in stile industriale, e piante verdi, meravigliosamente verdi!

konnubio firenzePer tornare alla cena, alla fine, come promesso, il dessert! Una meravigliosa e densa cheescake! Semplice, fresca e buonissima! (Proposta dal momento che io avevo detto che a Riccardo piacciono la panna e il cioccolato). E per ultimo, come << loro regalo >>, ci è stata offerta una sublime crema di limoncello fatta in casa seguendo la ricetta della nonna del signore che ce l’ha servita ed elegantemente descritta.konnubio-firenze

Che dire? Siamo rimasti davvero molto molto contenti e affascinati da questo locale, tanto che abbiamo deciso che diventerà uno dei nostri punti fissi in centro, dove vorremmo portarci presto i nostri amici per condividere con loro questa bellissima esperienza. Lo consiglio vivamente, perché è molto bello, curato e seguito, la cucina ottima, il personale è alla mano, molto professionale e attento, giovanile, e non opprimente – come molto, troppo spesso, succede nei locali di questo genere -.

Certi locali, come il Konubio, godono di vita propria, sono unici e sono immediatamente riconoscibili. Tutti i nostri cinque sensi riescono a individuare che ci stiamo trovando in una di queste location, ed è per tale motivo che ho scelto questo titolo per il mio articolo: “sapor Konnubio”.

konnubio-firenze

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1st Chapter: L’eleganza di Scarperia

luglio 27, 2016

Da tempo avevo intenzione di scrivere un articolo che riguardasse un paese storico nei dintorni di Firenze.. perché sinceramente adoro questi posti e non amo molto la città..

Amo visitare ciò che circonda Firenze e Siena, in quanto credo che in questi luoghi si concentrino mille storie, mille stili, mille tradizioni, mille colori e ognuno goda di orizzonti diversi! E oggi ho deciso di parlarvi di Scarperia, nelle colline mugellane. Spesso con Riccardo facciamo andiamo a farci una passeggiata – dista circa una mezz’oretta da Firenze -. Ci andiamo per mangiare il famoso tortello con dentro le patate e poi ne approfittiamo per passare qualche ora girando e scuriosando per il paese.  imageIn più oggi è il suo Compleanno, perciò mi faceva particolarmente piacere parlare di un posto che adora anche lui – è un po’ come un mio regalo per lui -. 😉

A Scarperia io credo che regni l’eleganza e la compostezza, la pulizia e la gentilezza. Ovunque tu vada, dalla gelateria alla sagra, al museo di Palazzo Vicari, alle botteghe di coltelli – arte caratteristica del paese -, a un bellissimo e curatissimo giardino centrale, tu trovi semplicità e disponibilità. Adoriamo passeggiare semplicemente per le vie principali, o rimanere seduti nella piazza dei Vicari, dove si affacciano la Chiesa dei SS. Jacopo e Filippo e l’Oratorio trecentesco della Madonna in Piazza, o proseguire costeggiando le antiche Mura. image

Facendo le foto che ho deciso di inserire in questo articolo, mi ha davvero incuriosito il Palazzo dei Vicari, di cui la facciata e l’atrio sono adornati, o per meglio dire costellati, da una moltitudine di stemmi. Informandomi mi è stato detto che questi rappresentavano ognuno un Vicario che ha governato Scarperia e sono così tanti perché le loro cariche duravano solo sei mesi. Personalmente, in particolare, ero rimasta affascinata da quelli in terracotta invetriata delle botteghe dei Della Robbia – famosi appunto per questa tecnica e per tale motivo da subito riconoscibili grazie ai colori e ai luminosi limoni -.image

.. Se avrete deciso di farvi una passeggiata o un soggiorno a Scarperia, magari, perché no, incuriositi da questo articolo, e vorrete ulteriori informazioni, su internet potete trovare il sito della ProLoco di Scarperia e altri riferimenti in diversi siti specializzati in arte, storia, turismo in Toscana, e così via.
Io, come sempre, vi ho descritto le mie impressioni e la mia esperienza.. Adesso guardo quando sarà la prossima Sagra del Tortello, che ormai è diventata un obbligo per noi! .. Poi posterò due fotine per farvi venire l’acquolina in bocca 😉

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Mercantia. Festival Internazionale del teatro di strada.

luglio 19, 2016

Quest’anno, dal 13 al 17 Luglio, la 29esima edizione di Mercantia, il Festival Internazionale del teatro di strada nel borgo boccaccesco di Certaldo Alto – Giovanni Boccaccio nasce a Certaldo nel 1313 e qui muore nel 1375 –. Personalmente sono anni che dedico almeno una sera a questo evento e sinceramente ogni volta aspetto con ansia la data di apertura! Ho conosciuto questa bellissima iniziativa grazie a una mia cara amica incontrata all’ Università, Ilenia, che abita lì.. e me ne sono innamorata immediatamente! Dalla prima volta che ci sono andata. E poi.. Il borgo è bellissimo! Storico, artistico, affascinante, curato, elegante! Pieno di ristorantini deliziosi e di altissimo livello, pieno anche di bancherelle, lanterne e lampade di terracotta. Ti permette così di spaziare e di divertirti in mille modi diversi… Ma torniamo a Mercantia:

MERCANTIA FATEartisti di strada, colori, vestiti leggeri che si muovono col vento, maschere, giocolieri, funamboli, trampolieri, fate, alieni, draghi, streghe, demoni, cartomanti, mastri artigiani, mangiafuoco, ballerini, attori, musicisti, pittori per strada, nelle piazzette, arrampicati sui muri o appesi a nastri o cerchi, dietro gli angoli, dentro i palazzi storici. Dappertutto, ovunque ti giri, ti ritrovi un personaggio diverso e ti sembra di esser stato catapultato su un altro mondo, ultraterreno, giocoso, folle e coinvolgente!.. MERCANTIA VETRAISul profilo di Facebook @Mercantia Certaldo potete trovare tante bellissime foto di ogni edizione e potete farvi un’idea di ciò che potreste trovarvi davanti agli occhi una volta arrivati sul posto. Altrimenti ci sono programmi televisivi, articoli, documentari, testi e tanto altro ancora sul web per ricevere più informazioni dettagliate.. Per quanto riguarda me, e il mio post, posso – e sinceramente voglio – descrivervi le mie sensazioni, come sempre, e posso raccontarvi cosa ho visto o cosa ho fatto nelle due ultime edizioni a cui ho partecipato; intanto vi anticipo che le foto che ho inserito in questo post sono sia mie – quelle firmate col mio nome e riguardano le due ultime edizioni -, sia prese dalla pagina facebook che vi ho appena citato.MERCANTIA

Quest’anno, in particolare, sono rimasta affascinata da uno spettacolo – alcune esibizioni hanno un numero di posti limitati, quindi vi si può partecipare solo se si è prenotato per a tempo e vengono ripetuti poche volta al giorno, quindi una volta sul posto, preso il programma della serata, è consigliabile prenotarsi -, del duo Tupa Ruja, un ragazzo e una ragazza che hanno suonato e cantato con gli strumenti degli aborigeni australiani e che mi hanno colpito tantissimo quando ci hanno, prima spiegato, e poi fatto sentire, il canto armonico – il tutto è sempre stato accompagnato dalla musica del didgeridoo, un antichissimo strumento a fiato ad ancia labiale suonato dagli uomini australiani aborigeni, in quanto le donne non possono farlo –Grazie alle navette si possono raggiungere delle postazioni più lontane dal borgo – dove ci sono gli spettacoli – e così noi … ci siamo ritrovati in mezzo a un campo di grano, sopra una collina – da cui si poteva vedere Certaldo Alta tutta illuminata e colorata -, in mezzo al niente e nel buio più totale; gli unici “compagni” di viaggio la musica, la voce della ragazza, un cielo stellato grandissimo, e il vento.

L’anno scorso invece mi avevano colpito molto le fate illuminate che camminavano sui trampoli lungo la CERTALDO ALTOvia principale tra le persone mentre lanciavano fiori ai bambini.. oppure il bellissimo Drago bianco, uno spettacolare mangiafuoco che univa la parte aerea con quella terrena – divampava le fiamme sia dalla bocca per aria, che in terra, tra i ciottoli antichi -; oppure una compagnia di artisti che ha danzato sulle pareti di un palazzo.. o delle ragazze che si muovevano per aria con solamente dei nastri o dei cerchi..e poi ancora i trampolieri e gli alieni, i mastri vetrai e l’odore di sangria.

Mercantia per una sera diventa una scelta di vita; una scelta di stile. Esce fuori l’artista che è in noi e i colori prendono il sopravvento dimostrandoci più folli e allegri in una notte di piena estate. Mercantia tira fuori la vivacità che abbiamo dentro e che troppo spesso tendiamo a nascondere. Mercantia ti fa ridere. Ti fa tornare bambino. Ti fa stare con la testa all’insù e ti fa rimanere a bocca aperta. Mercantia ti regala un’immersione in quel mondo di sogni che ospita le favole.

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Un weekend nel verde di Mantova

giugno 27, 2016

Un sabato pomeriggio. Lo scorso. Siamo partiti col mio ragazzo e siamo andati a Mantova. Siccome domenica 26 c’è stato il GP di Lombardia del Mondiale motocross, ne abbiamo approfittato e siamo scappati via il giorno prima. Avevo prenotato in precedenza una graziosissima camera presso la residenza agrituristica Corte Mondina, a Gazoldo degli Ippoliti, così da poter raggiungere velocemente la mattina della domenica il Crossodromo e da poterci rilassare un attimo il sabato sera.. fienileAvevo letto delle recensioni ottime sui vari siti internet e la cosa che mi aveva colpita, essendo per passione arredatrice e amando alla follia tutto ciò che riguarda questo settore, il contrasto attento e preciso che i proprietari avevano scelto per la loro struttura – non si sa bene quando sia stata costruita, mgattoa si crede fermamente che esistesse già dai primi decenni dell’ Ottocento -; mi spiego meglio riportando – come sempre – alcuni esempi che ho potuto vedere personalmente una volta arrivati alla Corte:
cucina moderna in acciaio, con bancone lavoro centrale alla stanza, dove la mattina poggiano torte, brioche, marmellate, bevande varie, stoviglie, teiere, frutta e tutto l’occorrente per far colazione; davanti a questo poi dei tavoli quadrati in stile tradizionale e grezzi, sedute classiche in stile contadino e credenza rigate e calde, a lato due sgabelli rossi Mezzadro dei fratelli Castiglioni – a forma di sedile di trattore – , e come illuminazione, accanto al bancone, due lampade Campari Light di Ingo Maurer; uscendo dalla cucina un bellissimo salone con travi a vista, poltrone bianche e faretti minimal, poi la meraviglia delle meraviglie, la mia parte preferita: il portico coperto! All’arrivo, siamo rimasti letteralmente affascinati da tale resede! Prima un vecchio fienile e spazi per le stalle sottostanti, ora zona living e reception con sedie di ferro e poltrone di legno, cuscini bianchi, e poi cotto, legno grezzo, sassi a vista non trattati, qualche fiore, un’edera e un gatto bellissimo sornione sul tavolo. Niente di più! Uno stile minimale, ma esageratamente chic ed elegante. Maestose altezze e rifiniti particolari. La bellezza. Una dimora che ha quasi due secoli – Azienda Agricola che per prima, nella zona mantovana, ha iniziato a coltivare i frutti di bosco – .. e la sua ricchezza ritrovata.
Davanti le camere; in un’altra struttura, separata e ristrutturata, totalmente intonacata e liscia, sempre per marcare il contrasto con la zona di cui vi ho parlato prima – che invece fuori ha mantenuto la sua forma ed estetica originali –bagno. Le camere sono semplici, lineari, con pareti, o arredi, o accessori colorati, travi a vista, bagni moderni e di design, suite classiche e chic; le scale che portano alle varie camere sono in granito e davanti al portone d’entrata c’è un bellissimo lastricato in terracotta, con due poltrone di legno e dei vasi con piante da frutto. camereLa sobrietà regna in questo posto e qualche insetto, farfalla, moscerino e la tranquillità dell’aperta campagna ci riportano alle nostre zone – mie e di Riccardo – che circondano le terme di Saturnia. La gentilezza e la cordialità nell’ospitarci  hanno reso il nostro soggiorno speciale e sereno.. Ah dimenticavo: per la cena abbiamo chiesto al signore che ci ha accolto e su suo consiglio siamo andati a mangiare all’Osteria di Cimbriolo. Anche in questo caso, ottima cucina tipica, bellissima location – anche questa riprendeva le fattorie e le aziende tipiche del posto – e personale molto gentile.

… La semplicità rende le cose, i posti, le persone, gli eventi, unici e indimenticabili!

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Thailandia. Terra degli Uomini Liberi

aprile 21, 2016

Oggi, vediamo di viaggiare un po’ con la fantasia, anzi no. Viaggiamo un po’ grazie al racconto di Andrea, un mio amico di Liceo, che con sorpresa da parte di tutti, è diventato un sub ed è entrato a far parte di un mondo che io mai avrei pensato potesse appartenergli.
Un giorno mi viene in mente di proporgli di farmi raccontare del suo ultimo viaggio, in Thailandia, e che poi, se avesse voluto, avrei potuto scriverci su un piccolo articolino per il blog. Siccome ho potuto constatare che gli è rimasta ancora quella spiccata vena curiosa e vanitosa, ha accettato, tra tante battute e ‘sfottoni’ :)
“Dimmi cosa facevi nelle tue giornate tipo? Dove sei stato? Ma soprattutto, cosa hai sentito dentro di te e come ti sei sentito in un posto piuttosto lontano da casa e da solo?”
La risposta iniziale è stata testualmente: “Uhm… ok.. che ti dico?”
Poi pian piano, con sempre meno imbarazzo e più leggerezza, da solo ha iniziato a raccontarmi: L’isola dove abitavo si chiama Koh Samui, però ci si spostava a Koh Tao, e talvolta al Parco Nazionale di Ang Tong, per le immersioni, per mezzo dei catamarani. Una volta arrivati a destinazione, se le condizioni del mare erano accettabili e sicure, si partiva con la prima immersione.
Poi, pranzo a bordo con cibi Thai e successivamente, dopo un po’, si faceva la seconda immersione; queste variavano in base alle capacità del cliente: i subacquei esperti – immersioni più profonde -, i principianti e poi i così detti ‘battesimi’ – cioè al massimo 12 metri”.
A questo punto mi viene spontaneo chiedergli: “Detto questo, tu cosa provi? Cosa senti quando sei circondato da acqua e quando praticamente gli unici ‘compagni’ sono gli animali marini, barriere coralline e mille colori accesi di qualsiasi forma e natura?”
E così lui con molta semplicità, ma con un’allarmante – e a dire il vero inaspettata – eleganza mi risponde: “Beh.. io in acqua sto meglio che sulla terraferma, quindi il fatto di potersi immergere senza muta, ma in costume, con l’acqua a 30°, con la barriera corallina e nuvole di pesci tropicali era fantastico!”
.. E io, a quel punto ho risposto di getto che era riuscito con poche parole a descrivermi tutta la bellezza della sua passione ed era riuscito a farmi vedere, senza esserci mai stata, quel paradiso naturale che giorno dopo giorno solamente poche persone nel mondo stanno cercando di tutelare e salvare. A quel punto selezioniamo le foto che ha fatto durante il suo soggiorno da inserire nell’articolo, lo ringrazio e ci salutiamo – sicuramente ripasseranno mesi prima di risentirci di nuovo :) -.
Il rispetto di ciò che ci circonda quindi si fa colonna portante di tutti noi, ma soprattutto di coloro che ne sono a stretto contatto, proprio come i subacquei. Talvolta si sente parlare di coloro che spezzano, rubano, nascondono, distruggono, toccano ciò che incontrano durante le immersioni e che poi, quando escono se ne dimenticano o addirittura li portano via per tenerli come souvenir, o per mostrarli come trofei.
E allora, qui mi sorge spontaneo ribadire ciò che in passato ho scritto anche nel post “the sound of silence”:rispettiamo la natura che ci circonda! Fotografiamola, annusiamola, osserviamola e dove possibile tocchiamola, ma lasciamola lì, dove l’abbiamo trovata e soprattutto COME l’abbiamo trovata. Noi non siamo, né saremo, gli ultimi a passare di lì.. per cui se da ogni posto che visitiamo portiamo via o distruggiamo qualcosa, cosa rimarrà a coloro che ci passeranno dopo di noi? E con questo mi riallaccio al racconto di Andrea, di quando l’ultimo giorno del suo viaggio decide di andare a fare un safari.. “Non mi è piaciuto tanto.. elefanti con poco più di un metro di catena alla zampa, tigri in gabbia.. quella parte no, non mi è piaciuta per niente!”
E allora sì!…Una strada vuota, ecco cosa troveranno. Un luogo scherno, povero, indebolito, arreso all’uomo, indifeso, VUOTO.
E pensandoci, mi viene in mente – non so bene per quale motivo, o meglio un motivo c’è sempre, ma dovrei fermarmi un attimo in più a rifletterci con attenzione dopo che avrà finito di scrivere questo articolo per capire meglio il nesso – la figura degli Albatros di Baudelaire; ricordo che ne trattai proprio nella tesina della Maturità e che ne rimasi davvero profondamente colpita…
Così come in un primo momento gli albatros vengono sfruttati durante le uscite di pesca, successivamente poi -una volta sulla terra ferma -vengono derisi perché non riescono a camminare senza inciampare nelle sue ali,sono goffi e ‘buffi’.
Allo stesso modo, prima si utilizza e sfrutta la natura, e poi dopo abbiamo pure il coraggio di deriderla.

” Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait! ”

(prime tre strofe de “L’Albatros” di Charles Baudelaire, tratto da “Fleurs du mal”)