LifeStyle Music

SkyBlue. The Answer.

giugno 3, 2016

“Take another breath, and start believin’..there’s something strange in this life. Pat!”

Oggi tratto di musica, o meglio cercherò di descrivere una band a modo mio, basandomi sulle mie impressioni, dal momento che non potrei farlo a un livello specifico, non essendo – come ho sempre sostenuto –  un’esperta a riguardo; Ho sempre ritenuto però, che per godere della musica e per far sì che questa ci arrivi, non serve per forza un orecchio assoluto, perfetto e una conoscenza mirata… Quindi, in questo post tratterò ancora una volta della musica che io ascolto, che io vivo e lo farò come sempre, con tutta modestia e semplicità.

SkyBlue è il nome di una band che nasce alcuni anni fa a Pistoia con un progetto ambizioso e complesso: quello di fare spettacolo, di rimanere coerenti a un concept e di creare qualcosa di raro, di difficile da ritrovare. Non riesco sinceramente a parlare di loro restando ancorata a un genere musicale preciso e definito. Posso semplicemente ripetere quelli proposti nel loro profilo Facebook, ossia prog rock, experimental rock, new wave ed electronic.. però questo solo per dare un’idea generica… perché poi nella realtà, nei concerti, si può ascoltare una musica molto più che sperimentale. Si può ascoltare una musica unica nel suo genere e si può vivere un’esperienza sensoriale pressoché completa.
Mi spiego meglio descrivendoli un po’: su Facebook, come città natale hanno scritto “Moon”; a un loro concerto lo spettatore si trova davanti cinque musicisti folli, casinisti e ‘attori’ – ognuno è, per così dire, ‘particolare’ e ‘diverso’ dagli altri (ognuno, artista a modo suo, ognuno nel proprio ruolo), poi.. continuando, ci sono delle proiezioni digitali, astratte, colorate, luminose, azzardate, barocche, alle loro spalle; e ancora, un cantante che dire eclettico è dire poco!E così, alla fine, ci si ritrova ad ascoltare sette, otto, undici canzoni – di una media di circa cinque minuti l’una – senza nemmeno rendersene conto! E questo per quale motivo e come? Semplicemente perché loro sono e fanno uno spettacolo, sono e fanno Arte. Attraverso i brani vieni coinvolto e catapultato nel loro concept: lo spazio, le astronavi, gli alieni, il cosmo, l’ultraterreno. E tu sei giù dal palco sì, ma fanno in modo che te ne dimentichi, così da portarti con sé nel loro viaggio.

spaceship
A questo punto, mi piacerebbe descrivervi i “miei ragazzoni”: il cantante, Patrizio (Pat), che cambia mille abiti, personaggi, ruoli durante lo spettacolo in modo praticamente istrionico  e porta avanti, tramite i suoi mille volti e le canzoni, un percorso, una storia : un contatto alieno, poi un distaccamento dalla Terra e poi un viaggio interstellare – ecco lui incarna precisamente, per eccellenza, la figura dell’artista senza regole e punti fermi -. Il tastierista, Federico, che riesce a scrivere musica così come le persone normali – tipo me – scrivono una mail, tanta è la sua semplicità e facilità nel farlo e poi scrive i testi con una fantasia e un’eleganza imbarazzanti ed è una delle persone più complete e competenti -al livello musicale -, e complesse, profonde, intricate e difficili  – naturalmente positivamente parlando – dal punto di vista personale, che io conosca. Il chitarrista, Massimo, che arrangia, riadatta, crea dei pezzi musicali, o degli assoli – come per esempio quello della loro cover di Comfortaby Numb o di Purple Rain – in modo impeccabile.. che stile mentre sta suonando ti giri e vedi le persone accanto a te che sono a bocca aperta, quasi incapaci di capire se stanno ascoltando lui o se per un attimo sono ritornanti indietro nel tempo e si stanno godendo dal vivo i grandi della musica; e poi cambia chitarre, stacca e attacca jack, preme pedali e non so che cos’altro, dal momento che ogni volta ne aggiunge una, – a volte durante le prove fa la stessa cosa ed è così maldestro e buffo che mi fa sempre ridere tanto e di cuore – tutto nello stesso momento, che quasi fai fatica a seguirlo da quanto è veloce, e scattante.. ecco lui è un ingegnere, un musicista, un folle, un giullare, un maestro in arte marziali, un viaggiatore e tutti allo stesso tempo – e questo se lo porta dietro pure una volta salito sul palco -.Poi c’è il batterista, Lorenzo. Ecco lui è un gigante dal cuore buono.. un musicista che vuole rimanerPate ancorato, fermamente, ai classici e ai vecchi grandi della musica; poi magari gli altri del gruppo lo convincono man mano, volta volta, e lo fanno emigrare nel mondo dell’elettronica, ma come gli porgi due bacchette e gli metti a disposizione una batteria, be’ lui ritorna immediatamente al suono acustico, caldo, battente, squillante, fatto dall’uomo. Infine – ma non per importanza dal momento che lo vivo quotidianamente con amore, e anche follia forse 😉 – il bassista, Riccardo. Di lui avevo parlato precedentemente nel post che trattava degli Outpost Of Progress, ma in questa sede posso aggiungere che oltre ad essere un musicista poliedrico, apporta alla band quel tocco che rifinisce elegantemente il tutto; durante l’esibizione lo vedi che vive la musica, la segue, si muove senza rendersene conto e poi magari a un certo punto lo vedi che si volta di spalle e quando si rigira alle dita ha due funk fingers come Tony Levin e la gente sorpresa inizia prima a far foto e poi quando hanno finito il loro spettacolo lo raggiungono dietro le quinte e per esempio a lui vanno a chiedere su come le abbia fatte, come faccia a suonarci, quando ha imparato e a volte dei ragazzi se ne vanno dicendo che anche loro vorrebbero presto iniziare a imparare a suonarci; e a volte lui c’è ma fa sì che non si noti, in quanto crede fermamente che la cosa più importante sul palco sia la Band, non il singolo.

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Ora, una volta descritti questi ‘Personaggi’, che personalmente adoro ognuno per un motivo diverso, – ho trovato degli amici sin dal primo momento che li ho conosciuti, che mi rispettano e danno importanza -, posso solo aggiungere che oltre a fare bella musica – senza elencare i nomi, posso dire in generale che sono stati pluripremiati a vari concorsi, vincitori di importanti contest, finalisti di altri, hanno suonato su palchi e locali italiani prestigiosi e adesso stanno lavorando per il loro primo Album -, ciò diventerebbe ridondante e scontato, fanno sentire gli spettatori a loro agio, li sanno coinvolgere rimanendo nel loro ruolo/personaggio e sanno far cambiare idea sul proprio conto e sulle proprie capacità, a partire dai produttori, per arrivare alle persone che non hanno creduto in loro, e a coloro che sono stati portavoce di ripetuti NO.
Concludo facendo loro un augurio speciale ben preciso – che sicuramente conoscendomi per come sono fatta, già sanno e sin da subito si possono immaginare di che cosa stia parlando – e termino dicendo ai miei lettori di provare ad ascoltare i loro pezzi, in quanto non si tratta di sola musica.. con loro si possono cercare e trovare delle RISPOSTE alle proprie DOMANDE.
Se vi ho incuriosito, date una sbirciatina al loro sito www.skyblue.it, o cercateli sui principali social network!

the answer

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